Scafati. Ragazzino vittima del cyber bullismo

«La vita di mio figlio è diventata un incubo, noi non riusciamo ad aiutarlo, abbiamo bisogno dell’aiuto delle istituzioni» così un padre disperato ha deciso in extremis di recarsi dai carabinieri per denunciare il dramma di suo figlio. Dodicenne, paffutello e un po’ troppo sensibile: il piccolo studente della scuola media Martiri d’Ungheria di Scafati ha vissuto un vero e proprio incubo nel corso di tutto l’anno scolastico. Il ragazzino è stato preso di mira dai bulli non solo a scuola, ma anche e soprattutto su Facebook. «Attacchi continui, sfottò, accuse personali e mortificazioni quotidiane: mio figlio è entrato nel tunnel della depressione e noi non riusciamo ad aiutarlo in alcun modo» spiega il padre affranto A. I. «Dopo mesi di agonie, io e mia moglie abbiamo scoperto cosa stava succedendo. Sconfortato e preso dalla vergogna, mio figlio non ci aveva detto nulla. Non ci aveva rivelato delle accuse né degli sfottò. lo abbiamo scoperto grazie a sua sorella che ha visto la pagina personale di mio figlio su Facebook ed ha visto la ferocia con cui i bulli, sia maschi che femmine, lo attaccavano».

Una pioggia continua di insulti e mortificazioni che per un dodicenne sensibile come S. è diventata una prigione in cui ha chiuso i suoi sorrisi e la spensieratezza di vivere un’adolescenza felice. «Era sempre più triste, non voleva più giocare a calcetto e addirittura non usciva mai con i suoi coetanei. Abbiamo visto mio figlio cambiare in un batter d’occhio e non capivamo il dramma che stava vivendo. Il culmine è accaduto quando è tornato a casa pieno di graffi. Ci aveva detto di essere caduto ma poi, sciolto in lacrime, ci ha raccontato che l’avevano spinto e beffeggiato in gruppo in villa comunale. Una vergogna: lui non reagisce e quasi non vuole più mangiare. Per questo lo abbiamo portato da un consulente psicologico per superare questo dramma» spiega il genitore.

Il teatro però dove si consumano maggiormente i soprusi al giovane studente, è la rete. La sua pagina Facebook è letteralmente invasa di insulti: «Quando abbiamo visto una miriade di contatti presumibilmente falsi prenderlo in giro, accusandolo di essere “gay” e di averci provato con un altro ragazzino, allora abbiamo capito quanto potesse essere grave l’attacco dei bulli a mio figlio. Un attacco durissimo che non possiamo tollerare. Abbiamo preso tutta la documentazione e sporto denuncia ai carabinieri. Adesso vogliamo che i bulli paghino quello che hanno fatto a mio figlio» dichiara l’uomo «Spero che con questa denuncia i colpevoli vengano denunciati e si possa finalmente mettere la parola fine agli abusi verbali che ha subito il mio bambino. Spero che gli tornerà il sorriso perchè adesso sta attraversando un momento davvero difficile e probabilmente a settembrecambierà scuola. Nulla contro l’attuale gestione scolastica con cui abbiamo anche dialogato in via informale: ma mio figlio ha bisogno di cambiare aria. Invito chi soffre come lui per la viltà dei bulli, a denunciare ed a parlare con i propri genitori».

Una storia che sembra una di quelle raccontate in televisione su paesi lontani e distanti ma che invece avveniva giorno dopo giorno a Scafati sotto gli occhi di centinaia di adolescenti che sanno ma non dicono per paura di uscire dal “circolo della popolarità” dove la violenza e la sopraffazione è la moneta di scambio per essere accettati. Ora la parola passa ai carabinieri ed alla Procura di Nocera Inferiore che dovrà fare chiarezza sul fenomeno di cyber bullismo che è accaduto a Scafati nell’indifferenza delle istituzioni.
Valeria Cozzolino