Scafati, si inasprisce lo scontro Coppola – Maggioranza

In merito alla decisione della maggioranza di procedere ad un rimpasto delle deleghe e al conseguente atteggiamento di contrasto del presidente del consiglio comunale, consiglieri di maggioranza e assessori hanno dichiarano quanto segue: “La riflessione sulle cariche politiche allo scadere del primo anno di mandato era già stata programmata da tempo, pertanto, non rappresenta una novità per nessuno. Abbiamo più volte ribadito che non si tratta di una bocciatura dell’operato sinora svolto, né un’epurazione, bensì una piattaforma da cui far partire un nuovo percorso amministrativo più forte e coeso. Si stigmatizza, l’atteggiamento dell’attuale presidente del consiglio comunale, che pur di difendere la propria poltrona, dimostra di non essere organico alla linea dettata dalla maggioranza. Afferma, inoltre, di non accettare ‘umiliazioni’, appellandosi ad un concetto di dignità, che non riusciamo a comprendere: se non condivideva le scelte della maggioranza, avrebbe dovuto lasciare gli incarichi ottenuti grazie a quest’ultima e al sindaco".

E ancora "Nessuno gli ha mai chiesto di firmare delle dimissioni in bianco, è stato sempre lui a far pesare il numero dei suoi voti, offendendoci con il suo comportamento, diretto unicamente a metterci contro il sindaco. Con atteggiamento di finta umiltà ha cercato di mantenere la sua poltrona: la sua natura, quella legata ad ambienti politici ostili a questa gestione è ormai venuta fuori! Ha tradito il suo elettorato, creando confusione sulla sua appartenenza politica e sin dall’inizio del mandato, attacca il sindaco in maniera violenta, sul piano personale, senza una reale motivazione politica. Atteggiamento questo, che rischia di creare solo fibrillazioni, attriti, distogliendo l’attenzione dagli obiettivi importanti da raggiungere in questo mandato. Ringraziamo, invece, tutti gli assessori che hanno rassegnato le proprie dimissioni, con grande senso di maturità e responsabilità. Nella vita bisogna avere il coraggio di scegliere. E’ ormai chiaro: non ci sentiamo più rappresentati da quel presidente che grazie al nostro voto occupa quel ruolo”.