Angri. Camion. Ecco come avveniva la truffa

Ogni merce andava bene per le due gang delle truffe di trasporti. E purtroppo, molte di queste truffe venivano fatte utilizzando il nome di un’accorsata azienda di trasporti di Angri, estranea alla vicenda e ignara di quello che accadeva. Il gruppo di autisti campani, ad esempio, si è appropriato di tubi di acciaio per un valore di 40.000 euro di proprietà della Thyseen Krupp di Terni, 34.000 chili di tubi ferrosi della ditta Marcegaglia, destinata alla Toyota, o altri prodotti siderurgici di un’azienda senese e profilati in alluminio che dal bresciano erano diretti in Polonia.

E poi c’erano pannelli coibentati per Belgrado, 33.000 chili di materie plastiche, 102 congelatori della Whirpool e materiale per la cura dei cani. In particolare erano i generi alimentari quelli che attiravano maggiormente l’attenzione del gruppo, come 20.000 euro di prodotti dolciari della Balocco, bottiglie di vino, cipolle da caricare nel bolognese, 18.418 chili di mele Melinda destinate dal trentino alla Sicilia, 170 sacchi di caffè, quintali di banane della Dolè Italia dirette in Serbia e poi ricettate in parte da una commerciante di San Giuseppe Vesuviano, 21.494 di frutta e verdura che dovevano arrivare sui mercati russi e invece erano finite da un commerciante di Santa Maria la Carità, 231quintali di patate e di 225 quintali di mandarini di un’azienda polacca, 2.160 chili di gnocchi di patate.

Le due gang utilizzavano polizze false o carte di circolazione per i camion rubate in alcune motorizzazioni civili. La sede degli incontri era un noto ristornate di Angri. I sequestri da parte delle forze dell’ordine della merce truffata e le tensioni anche con alcuni pompeiani che si comportavano con fare camorristico con i membri della gang di camionisti avevano portato la discordia nella prima associazione per delinquere e da qui la decisione di dividersi. Da qui, parte l’iniziativa di “aprire” la seconda associazione per delinquere a Brescia e che si riuniva in un hotel del bresciano.