Pagani. Gli uomini di Donato contro il Partito Democratico

Duro affondo degli iscritti al movimento “La città che vogliamo” , che ha sostenuto la corsa di Antonio Donato alle ultime amministrative, nei confronti del segretario provinciale del Pd Nicola Landolfi. L'intervento del leader provinciale del partito democratico all'indomani dell'elezione di Donato a presidente del consiglio comunale ha suscitato la piccata replica dei sostenitori dell'ex sindaco, che contestano le scelte effettuate da Landolfi alle ultime amministrative e non solo nella città di Pagani.

"Landolfi, piuttosto che fare una seria autocritica in ordine alle scelte scellerate fatte negli ultimi anni dalla segreteria provinciale in tutto l’Agro, si lascia andare a considerazioni prive di logica e di realismo politico sull’elezione del Presidente del consiglio comunale di Pagani", scrivono i "donatiani", che pongono una serie di quesiti a Landolfi.

Gli esponenti de "La città che vogliamo" offrono, poi, la loro risposta all'elenco di domande: "Landolfi – proseguono – preferisce cementare la già collaudata alleanza con Vincenzo Calce, proprietario e segretario di fatto del Pd di Pagani, con Massimo D’Onofrio e tutti i diretti eredi di Gambino. Non è stata digerita la mancata elezione di Giusy Fiore, moglie di Calce, ma se fosse stata eletta, non sarebbero stati necessari i voti della maggioranza? In ogni caso, si deve ritenere che le dichiarazioni del Segretario provinciale siano atti dovuti, dettati da una condizione di necessità; visti i metodi sperimentati nelle riunioni del Pd di Pagani".
Tiziana Zurro