Castel San Giorgio. Operazione easy badge. Chiesto giudizio immediato

Chiesto il giudizio immediato per i 22 netturbini indagati dell’operazione “Easy Badge”. Il pm Roberto Lenza ha chiesto che vengano processati. In queste settimane, alcune misure cautelari sono state attenuate o revocate. Le indagini riguardavano i rifiuti che si accumulavano lungo le strade di Roccapiemonte e Castel San Giorgio, nonostante gli addetti alla raccolta percepissero lo stipendio e finanche gli straordinari, senza svolgere il loro dovere. Ventidue addetti alla raccolta dei rifiuti furono raggiunti da un’ordinanza cautelare, ritenuti che potessero essere responsabili di truffa aggravata.

L’operazione “Easy Badge” ha messo in luce una truffa architettata dagli addetti alla raccolta dei rifiuti a Castel San Giorgio e Roccapiemonte. Sott’inchiesta sotto finiti 24 dei 25 addetti, di cui 18 in servizio a Roccapiemonte e sette a Castel San Giorgio. Uno solo dei lavoratori non è stato coinvolto nelle indagini, mentre per altri due il Gip non ha accolto la richiesta di misura cautelare. A dare il là alle indagini le lamentele dei cittadini sangiorgesi che a più riprese avevano segnalato la presenza di cumuli di spazzatura lungo le strade e altri disservizi. Denunce raccolte dal sindaco Franco Longanella e dal comandante della polizia locale, il maggiore Giuseppe Contaldi. Nel marzo del 2012, l’avvio dei primi controlli condotte dai carabinieri di Castel San Giorgio mirati a reprimere il fenomeno dell’assenteismo presso la struttura operativa del Consorzio, in via della Fratellanza a Roccapiemonte.

Presso il cantiere sono state installate quattro telecamere che hanno registrato i movimenti dei dipendenti e in particolare l’uso dell’orologio marcatempo. Secondo quanto emerso dalle indagini, nel periodo compreso tra novembre 2012 e gennaio 2013, gli indagati hanno regolarmente timbrato i cartellini anche per conto di colleghi assenti, ritardatari o che si erano allontanati dal luogo di lavoro prima della fine di turno: tra loro sarebbe esistito un tacito accordo basato sul reciproco scambio di favori. Tra i casi individuati anche quello del “responsabile sovracomunale”, Alfonso Califano che avrebbe percepito un’apposita indennità e benché avesse il compito di controllare il lavoro svolto a Roccapiemonte e Castel San Giorgio dagli altri operatori, sia lui sia alcuni coordinatori si assentavano durante l’orario di servizio. I coordinatori avrebbero timbrato, oltre al loro cartellino, anche quello dei colleghi non presenti.

Ma non finisce qui, gli occhi elettronici hanno rivelato che durante l’orario di servizio alcuni addetti all’igiene urbana si intrattenevano al cantiere per lavare le proprie auto o farsi la doccia. Le telecamere hanno registrato anche alcuni episodi singolari. Durante le festività natalizie del 2012, ad esempio, alcuni lavoratori erano stati autorizzati a effettuare gli straordinari per pulire l’area mercatale di Castel San Giorgio. Attività che avrebbero dovuto svolgere nelle domeniche pomeriggio del 23 e del 30 dicembre 2012, ma mai effettuata pur se regolarmente retribuita.

Il giorno di Natale del 2012, invece, il coordinatore di Castel San e quello di Roccapiemonte avrebbero timbrato rispettivamente sei e 14 cartellini degli operai che avevano lasciato il posto di lavoro anzitempo. Sia il primo che il cinque gennaio 2013 furono marcati, in entrambi i giorni, i cartellini di otto operatori allontanatisi dalla struttura prima della fine dell’orario di lavoro. A causa di questi comportamenti dei dipendenti del Consorzio i due Comuni dell’Agro nocerino erano stati costretti a incaricare gli addetti comunali di raccogliere i rifiuti lasciati in strada dai dipendenti dell’ente consortile. In pratica, si pagavano straordinari a chi non assicurava l’ordinario lavoro e ai dipendenti comunali che dovevano porre rimedio al mancato lavoro dei lavoratori del Consorzio.