Scafati. Centro Commerciale negato. Santocchio replica

Consorzio Investire Futuro e questione centro commerciale, arriva la replica del consigliere comunale Mario Santocchio. In un comunicato l’amministrazione comunale aveva dichiarato: “Ricorderete che socio del consorzio è il consigliere Santocchio e il Legale Rappresentante del medesimo è la moglie dello stesso consigliere. Ebbene, con provvedimento del 7.5.2014 il Commissario nominato dal TAR di Salerno, ha definitivamente denegato il rilascio del permesso per la costruzione del centro commerciale nella proprietà del consorzio”.

In merito, Santocchio commenta: “ l’amministrazione comunale ha usato due pesi e due misure rispetto all’Expom. Ricordo che entrambi i soggetti avevano presentato una conferenza di servizi per effettuare investimenti nel settore terziario. L’Expom ha visto recepire l’istanza dall’amministrazione nel Puc, mentre il Consorzio non ha avuto la stessa buona sorte perché non è stata recepita, ragioni per i quali il Consorzio farà valere le sue ragioni davanti all’autorità giudiziaria competente. Quanto al contenzioso del Consorzio questo è stato originato dal comportamento del Comune – aggiunge ancora Santocchio – dapprima da un comportamento inerte dell’amministrazione e successivamente da un comportamento illegittimo dell’Amministrazione. Infatti il Comune di Scafati è stato soccombente per ben due volte. Voler sindacare se un soggetto decide di ricorrere al Tar per far valere le sue ragioni siamo davvero al paradosso – poi la stoccata – vorrei capire perché quando l’attività Commerciale la fa l’Expom si parla di investimenti e di occupazione mentre quando tale attività intende farla in Consorzio Investire Futuro si parla di speculazione e danneggiamento dei commercianti?”.

In merito poi alla accuse di aver spaccato il centrodestra Santocchio chiarisce: “la ragione unica della divisione è stata generata dal familismo amorale di Aliberti, dire altro significa diffondere menzogne”. Poi sul Puc: “Poco trasparenza nell’individuazione delle aeree classificate come ambito di trasformazione urbane dove debbono essere realizzate circa 400 appartamenti – e sulle delocalizzazioni – la Perla oggi Expom e l’industria conserviera D’Angolo si trovano nell’Area PIP e quindi non si comprende la ragione della delocalizzazione, né si potrebbe obiettare che si libera la citta dal traffico perché in queste aziende è stata prevista la realizzazione di attività commerciale quindi si crea ulteriore traffico è si distrugge l’apparato produttivo del paese”. Infine, il consigliere di Fdi contesta anche la regolarità del voto in consiglio comunale: “le ragioni legali che ci hanno indotto ad abbandonare l’aula è perché non si procedeva all’approvazione così come richiede la legge e numerosi consiglieri comunali hanno violato l’art.78 del Tuel (incompatibilità del consigliere). Anche il sindaco doveva astenersi dalla votazione” conclude Mario Santocchio.
Adriano Falanga