Scafati. Mimmo Casciello lascia l’UDC e aderisce al PDL

Pomeriggio difficile ieri per il primo cittadino Pasquale Aliberti. La maggioranza aveva pronti i nomi da indicare per la composizione dei nuovi Cda delle partecipate, ma un imprevisto ha fatto si che tutto venisse rimandato. Il consigliere Mimmo Casciello, eletto nelle fila dell’Udc, non avrebbe gradito l’ennesima richiesta di passo indietro chiesto da Aliberti riguardo l’assessorato. Casciello già da diverso tempo era pronto a rilevare l’assessorato in quota Udc lasciato vuoto dalle dimissioni di Pietro Paolo Elefante. Purtroppo il consigliere, unico eletto del partito di Casini, con la sua entrata in Giunta avrebbe lasciato posto in consiglio al primo non eletto, l’ex vice sindaco e assessore alle Finanze Giacinto Grandito. Aliberti e parte della maggioranza non hanno mai sposato questa opzione, la stessa candidatura di Casciello nella lista Udc è stata voluta dal sindaco proprio per non permettere la rielezione di Grandito, operazione riuscita grazie agli oltre 400 voti raccolti dal consigliere di “Cappelle”. Con l’ultima rimodulazione di Giunta, Aliberti avrebbe chiesto a Casciello di portargli un accordo sottoscritto dal suo partito sul suo nome come assessore.

Accordo che prevedesse però la non entrata in consiglio di Grandito, magari facendo posto al secondo non eletto Mario Ametrano, anch’esso ex consigliere e più gradito al primo cittadino. Sembrava impossibile, ma l’accordo fu trovato, firmato e protocollato: Casciello assessore, Ametrano subentrante a Grandito che lasciava il seggio per la presidenza del collegio dei revisori dei conti Acse. Nonostante tutto, il giorno dopo in maggioranza l’accordo non viene presentato da un Casciello (sembra) convinto da Aliberti a desistere. Al consigliere centrista non va giù, va bene la ragion politica, ma essere l’unico a pagare questa volta non viene digerito. Da qui l’avvicinamento e poi l’adesione al gruppo Pdl, in consiglio rappresentato dai “malpancisti di maggioranza” Pasquale Coppola presidente del consiglio e Pasquale Vitiello.

“Un nuovo ed entusiasmante progetto politico che mi appresto ad intraprendere con la piena consapevolezza di voler contribuire alla nascita di un nuovo laboratorio di dibattito politico – spiega Casciello – Un gruppo aperto al territorio, pronto a dialogare in qualsiasi occasione con tutti gli schieramenti di maggioranza nell’interesse esclusivo della comunità”. Il Pdl oggi raccoglie coloro che non hanno aderito a Forza Italia, è un contenitore svuotato, composto da chi sostiene la maggioranza in maniera critica, un contenitore che in autunno dovrebbe chiamarsi Nuovo Centro Destra, compagine politica a cui Vitiello e Coppola sono legati ancora in maniera ufficiosa. Non alza i toni e non cerca polemiche: “con la stessa serenità e lo stesso equilibrio che mi hanno fino ad oggi motivato – continua Casciello – proseguo con fermezza e determinazione il mio lavoro, continuando pertanto a garantire il sostegno leale al progetto politico ‘Orgogliosi di Scafati’, di cui mi onoro di essere parte integrante”. Insomma, si al progetto no al ‘soggetto”.

Una presa di distanza dalla persona del primo cittadino, ma non dalla coalizione di maggioranza. Uno scenario nuovo, forse poco inaspettato ma che potrebbe ridisegnare il quadro politico autunnale in previsione elezioni regionali, dove Aliberti cerca consensi per la rielezione della consorte Monica Paolino. Ed è su questa prospettiva che andranno ridisegnati anche i cda di Scafati Solidale, Scafati Sviluppo e Acse. La maggioranza avrebbe individuato una rosa di nomi da presentare al primo cittadino, tra questi spiccano l’avvocato Anna Giugliano, il medico legale Alfonso Cirillo e il giornalista Adriano Fiore. Saranno riconfermati tutte le presidenze, Eduardo D’Angolo (in bilico fino alla fine, criticato proprio dal gruppo Pdl) per l’Acse, Antonio Mariniello per Scafati Sviluppo e Andrea Granata per Scafati Solidale. Nomine però non ancora ufficiali, Aliberti appena saputo del passaggio di Casciello tra i cosidetti “dissidenti” ha chiesto altro tempo per la decisione. L’intenzione è di non avallare nomine indicate dai consiglieri critici, questo perché potrebbero rivoltarsi contro durante l’imminente campagna elettorale per le regionali.
Adriano Falanga