Scafati. Primo intervento. C’è qualche speranza

La chiusura dell’ospedale Mauro Scarlato, o meglio la perdita del Pronto Soccorso, è sicuramente l’argomento clou di questa Estate 2014 che segna anche una precoce apertura di campagna elettorale per le Regionali 2015. Pasquale Aliberti procede spedito la sua guerra contro l’Asl Salerno e il suo direttore generale Antonio Squillante. Dopo la sentenza del Tar che ha imposto l’immediata apertura del punto di primo intervento a Scafati e dopo l’occupazione pacifica dei sindaci salernitani della sede Asl, lunedi si è avuto un tavolo tecnico in Regione tra il sub commissario Mario Morlacco, il capodipartimento alla sanità Ferdinando Romano, il direttore generale Squillante e i sindaci della provincia di Salerno con Pasquale Aliberti in testa. Note ufficiali non sono state diramate, si hanno però diversi punti di vista e una sola certezza: Tavolo da aggiornare per fine mese.

Secondo il primo cittadino di Scafati: “l'incontro è stato proficuo per il nostro Ospedale, bisogna assolutamente aprire il Punto di Primo Intervento a Scafati e ridiscutere il decreto 49: questo quanto emerso dal confronto – poi la stoccata al centrosinistra – mentre loro altri ci attaccano e strumentalizzano dimenticando quel passato che ha prodotto lo sfascio della sanità in questa regione”. Non è dello stesso parere il consigliere di Fdi Mario Santocchio: “Gli amministratori non sono stati ricevuti da Caldoro eppure c'e' chi sostiene tutt'altro. Basta con la mistificazione. C'e' da chiedersi perche' Scafati non riesce ad ottenere quello che hanno conseguito le altre citta', perche' il nostro Cetto chiede altro”.

Sulla stessa scia anche Francesco Carotenuto del laboratorio politico Scafati Arancione: “La mistificazione e il capovolgimento della realtà sono elementi molto pericolosi. L'incontro di lunedi, alla presenza anche del sindaco di Scafati, per chi non lo sapesse, si è risolto con un nulla di fatto e con una nuova riconvocazione a fine mese – poi denuncia – la confusione dialettica è un pericolo per la nostra gente. Altro che grande vittoria; l'unica vera vittoria che si sta ottenendo è l'anticipazione per qualche politicante dell'imminente campagna elettorale in vista delle regionali”.

L’accusa che l’opposizione muove contro Aliberti è sempre la stessa: “Perché Caldoro ha modificato il decreto 49 per altre strutture, mentre per Scafati non si è mai mosso?” e il riferimento è sempre lo stesso, il decreto 72/2013 con cui fu reinserito il nosocomio di Casoria nella rete dell’Emergenza. La risposta arriva dall’avvocato e consigliere delegato alla Sanità Brigida Marra: “nel caso di Casoria l'Asl competente a seguito del decreto 49 ha rappresentato e motivato l'esigenza di apportare modifiche al decreto rispetto a. quanto previsto per quell'ospedale. Per Scafati questo non è avvenuto, anzi nel famoso piano aziendale presentato nei trenta giorni successivi al decreto 49 l’ex commissario Bortoletti non disse nulla ma anzi, avallò la tesi che l’emergenza era garantita da Nocera Inferiore con tempi di percorrenza di cinque minuti, e per cui è scattata la nostra querela per falso ideologico”. Fa chiarezza la Marra: “con il decreto 49 era stato assegnato un termine di trenta giorni alle rispettive Asl proprio per verificare la rispondenza di quanto previsto nel piano con il singolo ospedale. Quei trenta giorni a noi ci hanno condannato perché, abbiamo avuto alla guida dell'Asl di Salerno una persona che ha dimostrato di non avere alcuna percezione del territorio”.

L’ex commissario Asl Maurizio Bortoletti, colonnello dei Carabinieri e torinese, è ritenuto politicamente vicino al deputato Edmondo Cirielli. “Caldoro in quanto commissario ha semplicemente recepito le indicazioni ricevute da parte di coloro che, più vicini al territorio avrebbero dovuto conoscerne l'effettiva realtà” conclude Brigida Marra, consigliere di Forza Italia che segue legalmente l’intera battaglia per lo Scarlato. Intanto Cronache nei prossimi giorni farà un resoconto di ciò che accadde nel Maggio 2011, quando partendo da un bliz dei Nas si ebbe il sequestro del blocco operatorio prima e la chiusura definitiva del Pronto Soccorso dopo, quando l’Asl non chiese il dissequestro comunicando alla Procura che non erano previsti fondi per quell’ospedale. Le cause, i motivi e i documenti che hanno segnato gli ultimi tre anni della sanità scafatese.
Adriano Falanga