Le finestre di Michele. Ma le Regioni servono veramente?

Ma le Regioni servono davvero così come sono e soprattutto visto quanto costano? L’argomento è stato affrontato anche se non in maniera convinta e mai posto in cima alle priorità da analizzare per i risparmi da conseguire sulla spesa pubblica. In primo luogo va detto che il deficit dello Stato è esploso in maniera esponenziale a partire dalla costituzione delle Regioni agli inizi degli anni ’70 ed è aumentato sempre di più via via che crescevano le competenze delle stesse Regioni. Ciò non significa ovviamente che a Roma lo Stato centrale ed i Governi che si sono susseguiti possano essere considerati esenti da responsabilità, anzi hanno certamente le maggiori colpe ma è ora di invertire la tendenza anche con le Regioni. L’eccessiva frammentazione delle competenze è stata aggravata dalla disastrosa riforma del titolo V della Costituzione approvata nel 2001 a maggioranza dal centrosinistra per “combattere” elettoralmente la lega, dando il colpo di grazia al caos normativo e di competenze.

Mi piace ed è utile spiegare l’inutilità delle competenze regionali con qualche esempio tratto anche dalla mia esperienza professionale. Faccio riferimento alle norme tecniche per le costruzioni ed in particolare agli adempimenti per le costruzioni in zone sismiche. Le Norme Tecniche nazionali ed ispirate a quelle europee (le ultime emanate nel 2008 dal Ministero delle Infrastrutture) trovano applicazione e declinazione diversa e nella maniera più disparata in ogni Regione. In Toscana i controlli vengono effettuati secondo criteri completamente diversi da quelli previsti in Campania o nel Lazio. Gli Uffici del Genio Civile della Toscana emanano circolari per interpretare le norme sul piano tecnico con il risultato che quello che si fa ad Arezzo non si può fare a Salerno e viceversa. E stiamo parlando della stessa normativa.

Nel Lazio il deposito degli atti ai fini dell’autorizzazione sismica avviene in maniera totalmente informatica e digitale attraverso un portale ed un software anche ben fatto che sarà costato milioni di euro e costerà tantissimo anche per la gestione ma è completamente diverso da quello che sta tentando di implementare la Regione Campania, che ovviamente si è rivolata ad altro soggetto con un appalto diverso. In Calabria il deposito degli atti deve essere accompagnato da una specifica relazione informatica con caratteristiche tali da interfacciarsi con il sistema informativo sul rischio sismico della Regione, sistema informativo ovviamente appositamente progettato e gestito solo per la Regione Calabria.

Abbiamo bisogno di 20 modi diversi inclusi software e sistemi informatici, per gestire le pratiche per le costruzioni sismiche quando la normativa tecnica è nazionale? Abbiamo bisogno di 20 Parlamenti regionali con oltre 1000 consiglieri che si preoccupano (si fa per dire) di disciplinare in modo diverso da regione a regione tante materie solo per giustificare la loro esistenza. Materie che potrebbero benissimo trovare un’unica regolamentazione anche applicativa nazionale. Credo che questo sia un lusso che non possiamo più permetterci. Altro che Province, altro che abolizione del Senato il vero bubbone economico sono le Regioni che andrebbero se non eliminate radicalmente riformate e semplificate.
Michele Russo