Una cara figura. Anche Vincenzo Aiello ora riposa nel mondo dei giusti, in quel giardino di anime che aveva coltivato per lunghi decenni. Vincenzo è stata una delle memorie storiche del locale cimitero. Da giovani quando ci recavamo al camposanto, la solennità e il silenzio di questo luogo erano spezzati dai suoi aneddoti. Vincenzo amava dipingere con colori forti il grigiore del lutto, amava anestetizzare il dolore della scomparsa con i suoi vivaci racconti, la sua personale “spoon river” angrese.
Era un vero trascinatore. Anche fuori da quello spazio immutabile ed eterno sapeva farsi amare ed apprezzare per le sue caratteristiche, dirigendo la banda folk degli “Orevotapolo” come maestro di festa, un ruolo che si seppe ritagliare in maniera perfetta. Aiello è stato una delle ultime grandi figure “caratteristiche” di questo paese, che da oggi ne conserva memoria tra le righe della storia. Lieve ti sia quella terra, quella che tante volte hai posato con discrezione e dolore sulle anime che adesso ti accoglieranno nell’ “etterno”.
Jeanfranck Parlati
con il contributo di
Luciano Verdoliva






















