Pagani. Indennità al comune. Donato replica a D’Onofrio

“Se D’Onofrio mi paga le tasse sono pronto a rinunciare all’indennità”: così il presidente del Consiglio comunale di Pagani, Antonio Donato, replica al capogruppo di Fratelli d’italia. Massimo D’Onofrio, nei giorni scorsi, aveva puntato il dito contro Donato e contro l’amministrazione comunale contestando la mancata riduzione delle indennità di carica. La replica del presidente del Consiglio comunale non si è fatta attendere. Carte alla mano Donato ha ricordato che D’Onofrio, che in passato ha ricoperto le cariche di vicesindaco e presidente del Consiglio, percepiva compensi superiori a quelli attuali. L’ex sindaco Antonio Donato ha rispolverato le delibere di giunta, approvate dall’amministrazione Gambino, per dimostrare che nel 2003 fu disposto un aumento delle indennità del sindaco, della giunta e del presidente dell’assise.

“Fino all’aprile del 2003 – ha fatto notare Donato -, il sindaco percepiva 3.460 euro, il vicesindaco 1.903, gli assessori e il presidente 1.557 per un costo annuo complessivo di 195.158 euro. Nel maggio 2013, fu disposto l’aumento in base al quale l’indennità del primo cittadino passò a 4.960 euro, quella del vicesindaco arrivò a 2.728 e quelle di assessori e presidente a 2.480 per un costo annuo complessivo di 224.474 euro”. Donato ha poi reso noti gli attuali compensi. L’indennità di carica del sindaco ammonta a 3.114 euro, quella del vicesindaco a 1.712 euro mente assessori e presidente hanno diritto a 1401 euro. Da luglio a dicembre saranno versati complessivamente per le indennità 72.561 euro.

“Dopo undici anni l’indennità del presidente del Consiglio comunale – ha precisato Antonio Donato – è stata ridotta di mille euro: il 10% in meno in base alle riduzioni previste per legge e un’ulteriore rinuncia volontaria pari sempre al 10%”. L’ex primo cittadino ha colto anche l’occasione per elencare i costi sostenuti negli anni scorsi dall’amministrazione Gambino per lo staff e le partecipate. “78.450 euro sono stati spesi per lo staff, cinque collaboratori della giunta Gambino-D’Onofrio, tra cui un avvocato pagato dal Comune per difendere la Gori – ha sottolineato Antonio Donato, esponente del Movimento “La Città che Vogliamo -. Un milione di euro in otto anni per il consiglio di amministrazione della Multiservice. Risultato? La società è fallita e il Comune si ritrova con decine di milioni di debiti da pagare. 42mila euro all’anno per la Fondazione, che ha prodotto debiti per 896mila euro. Anche l’Istituzione è costata decine di migliaia di euro all’anno ed è stata liquidata”. Continuando a tirare le somme il presidente del Consiglio ha evidenziato che “gli amministratori, all’epoca del governo Gambino-D’Onofrio, sono costati 224mila euro all’anno per un totale di 1.568.000 euro per sette anni, che lo staff è costato 313.800 euro per quattro anni”.
Tiziana Zurro