Scafati. Tributi. La stagione degli aumenti. Ecco la tabella

Mercoledi 24 settembre, consiglio comunale. Si voteranno le ultime voci che completano il quadro della Iuc, l’imposta comunale unica che raccoglie Imu, Tasi e Tari. Sulla Tasi si è già detto tanto, l’imposta servizi indivisibili graverà sulle tasche degli scafatesi per un’aliquota del 2,5 per mille, mentre l’Imu resta sostanzialmente quella del 2013. L’attenzione si sposta quindi sulla Tari, imposta che sostituisce la Tares e da cui il comune attinge per coprire integralmente il costo dell’intero ciclo integrato dei rifiuti. La gestione della spazzatura a Scafati costa molto, dai 9 milioni del 2013 si è passati agli 11,5 milioni di oggi. Per rendere l’idea, nella popolosa Afragola (65.000 abitanti) il ciclo dei rifiuti costa ai suoi cittadini 7 milioni di euro.

Crescono le voci di spesa, non sale la raccolta differenziata, eppure il primo cittadino Pasquale Aliberti ha voluto confermare la fiducia in Eduardo D’Angolo, alla presidenza dell’Acse. Undici milioni e mezzo da raccogliere grazie alla Tari. A concorrere a questo totale le seguenti voci: 8,3 milioni di costo servizio attività Acse. 650 mila euro costo della riscossione, quasi mezzo milione di euro costa l’addizionale provinciale, 49 mila euro è il costo del servizio attività del Comune di Scafati, 1,87 milioni di euro è il costo dello smaltimento frazione indifferenziata a carico del Comune e 140mila euro la riduzione per la differenziata delle utenze domestiche. Spulciamo meglio la prima voce, e cioè gli 8,3 milioni di costo Acse.

Troviamo curiosamente addebitati agli scafatesi 110mila euro di bustame, nonostante siano anni che queste non vengono distribuite. 250 mila euro sono gli interessi addebitati annualmente al Comune di Scafati, unico socio della partecipata. Troviamo pure in bolletta una componente derivata da 100mila euro di piano della comunicazione e promozione della differenziata, viene da pensare “soldi spesi male”, visti i risultati fermi della Rd. Altri 262mila euro sono per il noleggio di automezzi e spazzatrici mentre 50mila euro è la previsione di spesa per la rimozione di rifiuti speciali, quali amianto. Incassare la Tari ovviamente ha un costo, pari a 650 mila euro, derivati dall’aggio dovuto alla Geset del 4,49% più iva 22% e spese postali. Il costo del personale del Comune di Scafati dedito al ciclo dei rifiuti costa quasi 50mila euro. Infine, smaltire l’indifferenziato in discarica costa quasi 2 milioni di euro.

Nonostante l’aumento del costo totale del ciclo rifiuti, l’assessore al Bilancio Diego Chirico (foto) non lesina rassicurazioni agli scafatesi. “La tariffa TARI è determinata da una parte fissa, calcolata moltiplicando la superficie calpestabile dell’alloggio per la tariffa fissa unitaria e da una parte variabile, determinata in relazione al numero degli occupanti. Il pagamento avverrà in sei rate mensili consecutive a decorrere dalla notifica della prima prevista per il mese di Ottobre 2014 – spiega Chirico – Sono previste riduzioni per favorire il compostaggio domestico e per la raccolta di bottiglie di plastica e lattine di alluminio, esenzioni per famiglie con presenza di titolari di pensione di cui alla Legge 104/92 con ISEE al di sotto dei 6.000 euro, nonchè per utenze con presenza di soggetti con pensione di accompagnamento o invalidità al 100% con ISEE inferiore ad € 6.000”.

Secondo questi nuovi criteri di calcolo: “rispetto alla vecchia Tares, le famiglie fino a tre occupanti avranno un risparmio progressivo, così come una sostanziale diminuzione è prevista per le utenze non domestiche. Per risparmiare sui costi della discarica, bisogna aumentare la differenziata – ammonisce ancora Chirico poi la “buona notizia” – più della metà delle utenze presenti sul territorio, vedrà una diminuzione della tariffa rispetto al 2013. Questo è il dato più importante”.
Adriano Falanga