Angri. Imbarazzanti scene di degrado a Fondo Caiazzo

Fondo Caiazzo continua ad essere il teatro della vergogna angrese. Non solo i residenti, ma anche tutti gli altri cittadini che s'imbattono in quel lembo di territorio, alla vista di un indescrivibile degrado, sono vinti dall'incredulitá oltre che da un senso di delusione nelle istituzioni locali. Tuttavia, anche se c'è tanta rabbia, per fortuna ancora non c'è rassegnazione. Tanto, si evince dalle reiterate proteste, costellate da accorate richieste, da parte di associazioni, movimenti e, non da ultimo, singoli cittadini attivi che dicono quotidianamente no a questo imbarazzante degrado. In quella zona campeggia una scritta contro il governo cittadino, in particolare diretta al primo cittadino, sullo sfondo dell'amianto, della sporcizia, di animali infestanti, micro discariche a cielo aperto. Si tratta di un'istantanea davvero spiacevole.

Ovviamente sarebbe ingiusto e semplicistico puntare il dito contro l'attuale amministrazione comunale, che é in carica da soli quattro anni e poco più per un annoso degrado territoriale che affonda le radici in molto più di qualche lustro. Tuttavia per non pochi cittadini l'amministrazione Mauri, dopo aver dismesso i prefabbricati e restituito dignità abitativa alle famiglie che vi abitavano, avrebbe potuto fare molto di più di quello che ha messo in cantiere per mettere la parola fine a questa tristissima pagina di storia cittadina.

D'altro canto vero é che l'amministrazione Mauri non é stata immobile sul punto, difatti sono stati dismessi i prefabbricati, sono partiti i lavori per la costruzione di un parcheggio a raso a servizio del centro urbano, é iniziata la rimozione dell'amianto nonché la bonifica del fondo. Tuttavia sull'argomento, data la sua rilevanza per il tema ambientale e della salute pubblica, non si può nascondere la testa sotto la sabbia: perché gli sforzi possono essere stati anche tanti per risolvere il problema, ma di contro il sentimento di desolazione che si prova passeggiando in quei luoghi parla da solo e non necessita di commenti.
Maria Paola Iovino