Gori. Il consigliere regionale Gambino chiede la sospensione delle bollette pazze

Caso Gori: il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alberico Gambino, chiede l’approvazione, con modifiche, del disegno di legge “riordino servizio idrico integrato”, la sospensione di tutte le attività di riscossione dell’ultimo balzello e l’avvio di “controlli ed indagini ispettive – da parte di competenti tecnici regionali – finalizzate a ricostruire le voci di costo utilizzate per determinare le tariffe a partire dal 2002 ad oggi”. La richiesta è contenuta in una missiva indirizzata al Presidente della Regione Stefano Caldoro, al Presidente del Consiglio Regionale Pietro Foglia, al Presidente della VII Commissione Permanente Luca Colasante, all’Assessore all’Ambiente Giovanni Romano ed all’Autorità per l’Energia elettrica, il gas ed il Sistema idrico. Ai destinatari della lettera, il Consigliere Regionale Alberico Gambino ha chiesto un intervento urgente nei confronti di Ente D’Ambito Sarnese Vesuviano e Gori Spa.

“Trovo già oggettivamente sconcertante che il commissariato Ente D'Ambito Sarnese Vesuviano possa ancora consentire alla sua partecipata Gori Spa di continuare a mettere in atto, nei confronti degli utenti, vere e proprie vessazioni come la richiesta riferita a “recuperi tariffari relativi agli anni 2006 – 2011, che si sono accumulati nel corso del tempo a causa dell’inadeguatezza delle tariffe deliberate in passato dall’Assemblea dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano” e pretendendoli, come si legge nello stringato comunicato pubblicato sul suo sito, addirittura da tutti gli utenti che usufruiscono del servizio dal 2012 – ha dichiarato Gambino -. Ma ritengo ancora più assurdo e sconcertante che queste somme possano essere richieste in un momento in cui la Gori Spa, e lo stesso Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano, è sottoposta ad indagini serie – da parte dell'Autorità per l'energia elettrica per il gas e per il sistema idrico – in ordine a irregolarità molto gravi nella determinazione delle tariffe pregresse a tutto i 31.12.2011 nonché per quelle riferite al 2012 e 2013 e forse anche 2014, come accertato dal a seguito di verifica ispettiva effettuata dal Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza nei giorni 15, 16,17 e 18 aprile 2014”.

Gambino evidenzia che “la GORI Spa – ed il suo socio maggioritario Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano – avrebbero agito ed operato nella determinazione delle tariffe applicate a tutt’oggi inserendo nel quadro determinativo e giustificativo di esse costi sovradimensionati rispetto al reale e, addirittura, somme riferite al rimborso del mutuo che l’Ato 3 ha contratto per capitalizzare la società partecipata, cioè sostenere l’aumento di capitale sociale per circa 40.000.000,00 di euro”. L’esponente di FdI mette in luce, inolte, che la Gori “avrebbe applicato per gli esercizi pregressi – e continuerebbe ad applicare – nella tariffa complessiva ancora la quota riferita alla depurazione agli utenti non “ asserviti al relativo impianto”., come è il caso di gran parte di quelli residenti nell’Agro Nocerino Sarnese e non solo”. Il consigliere regionale conclude annunciando che continuerà ad adoperarsi “per promuovere, sostenere e garantire ogni iniziativa – istituzionalmente e guridicamente permessa – finalizzata a liberare le centinaia di migliaia di utenti dell'Ato 3 da vessazioni, imposizioni e ingiustificabili comportamenti che continuano da anni, consapevole che essi hanno diritto di avere, da un lato, un soggetto gestore trasparente e professionale, dall'altro lato, un organo di controllo pubblico – con il diretto ed ineliminabile coinvolgimento – che sia effettivamente sussidiario alle istanze ed esigenze della comunità amministrata e che non persegua, invece e come è avvenuto, velleità ed interessi di natura imprenditoriale”.
Tiziana Zurro