“Aliberti ha organizzato la sue campagne elettorali presso i locali di uno che lui stesso ha definito “un noto delinquente, tale Nappo affiliato al clan di Matrone detto ‘Franchino a belva? Di questo ha informato il Prefetto?” A chiederlo è il Partito Democratico, dopo le pesanti dichiarazioni pubbliche rese da Giacomo Nappo, figlio del più noto pluripregiudicato Vincenzo, rispondendo alle accuse mosse dal primo cittadino nella sua lettera al Prefetto. Il primo partito di opposizione però ha tutta una serie di domande che rivolge al primo cittadino Pasquale Aliberti, e lo fa attraverso una nota stampa. Si parte dalle bombe: “Aliberti è consapevole che ogni bomba che esplode è un attacco al vivere civile di tutta la città e non a una parte politica?” Quanto al battibecco tra il sindaco e Mario Santocchio in consiglio comunale, dove si accusavano reciprocamente di aver avuto rapporti con “i casalesi” (Nicola Cosentino, all’epoca coordinatore regionale Pdl) il Pd chiede: “cambia qualcosa per la dignità politica di Aliberti e soprattutto per Scafati se a essere colluso con i Casalesi sia stato direttamente lui o quello che è stato il suo braccio destro fino al 2010?”.
La nota stampa diramata dalla segreteria guidata da Margherita Rinaldi prosegue ancora: “L’elenco degli orrori sarebbe ancora molto lungo: case abusive di proprietà del Sindaco, parenti dei consiglieri comunali di maggioranza assunti dal Piano di Zona, la permanenza in un ruolo fondamentale per la vita amministrativa della plurindgata segretaria comunale, la gestione familista delle società partecipate del Comune”. Oltre a una maggiore presenza delle forze dell’ordine, per il Pd occorre anche: “un’amministrazione comunale che con i suoi comportamenti politici e con gli atti amministrativi tracci una linea netta tra legalità e illegalità”.
Non si fa attendere la replica di Pasquale Aliberti: “voglio ricordare agli smemorati del Pd che quando la camorra imperava in questa Città, io la combattevo da giornalista anche in modo feroce e ricordo esattamente chi erano i protagonisti”. Su Cosentino spiega: “all’epoca coordinatore regionale di FI con il quale ho rapporti fondati sul rispetto istituzionale come è normale che sia in ragione del ruolo politico che ciascuno ricopre in quel dato momento”.
Poi sulla falsariga della lettera al Prefetto Pantalone rilancia ancora una volta: “Non ho mai negato l’accesso ai vigili urbani nella mia abitazione, mentre qualche consigliere comunale di opposizione l’ha negato per ben tre volte: come mai, se non c’è nulla da temere ed anzi si svolge un ruolo istituzionale e quindi di esempio?”. Il primo cittadino continua: “sarò ricordato per il mio “gravissimo” abuso personale di 1,83 metri quadrati ma non per aver costruito quale imprenditore il centro commerciale Plaza o per aver regalato l’area Copmes ad Artioli. Non sono a capo di una famiglia che con una semplice delibera ha trasformato un’area verde in un centro sportivo attrezzato quale la “Gymnasium”, di rilevanza imprenditoriale familistica – tornando poi su Nappo – io il bene di Nappo l’ho proprio confiscato, demolendo le opere abusive senza alcun onere finanziario a carico dell’ente”.
Infine, Aliberti si meraviglia della sincronia dei comunicati quasi congiunti di Nappo e Pd. “saranno mica d’accordo? Il fatto che il figlio del sig. Nappo si dichiari oggi mio elettore è sicuramente, come da lui stesso dichiarato, per le cose buone che ho fatto per la città, e non certo per ringraziarmi per la confisca del bene di famiglia: in tal caso, avrebbe ben dovuto votare il PD”.
Adriano Falanga























