Il primo cittadino Pasquale Aliberti aveva sollevato il caso, dopo l’interessamento diretto del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, ma la proprietà (abusiva) della signora Cirillo Annamaria rischia di andare giù lo stesso. Dal Quirinale era arrivata la richiesta a Palazzo Mayer di accertarsi della questione sociale riguardo l’abuso commesso dalla signora Cirillo in via Bonifica, a seguito di una missiva che la stessa aveva inviato a Roma, chiarendo di aver necessità di quel secondo piano, in quanto la famiglia era numerosa, tre figli studenti e lei invalida al 100%. Aliberti, sotto sua responsabilità, decise di sospendere l’abbattimento, in attesa di istruzioni dal Quirinale.

Nel frattempo però la burocrazia è andata avanti e l’ufficio Urbanistica ha avuto accesso ai fondi che la Cassa Depositi e Prestiti concede come anticipazione di spese agli enti locali per la demolizione di opere abusive. Costi ovviamente a danno della signora Cirillo, pari a quasi 34mila euro.

Aliberti però rassicura: “il procedimento è sospeso – e poi rilancia – Il capo dello Stato dopo aver segnalato il caso umano, attraverso la Prefettura e al sindaco è scappato da ogni responsabilità. È la solita storia italiana, dove ogni istituzione scarica le proprie responsabilità su quella prossima. I sindaci alla fine sono gli unici a metterci la faccia. In questo caso lo faccio assumendomi da solo una responsabilità, visto il disagio sociale di questa famiglia” conclude il primo cittadino.

Adriano Falanga

Redazione

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