Assalto al portavalori. Torquato: “Nocera è Pagani”

Via i campanilismi del cavolo. Buttiamoli via. Forse proprio questa volta che poteva scapparci il morto (e più di uno) è la volta buona che ci riusciamo a fare comunità qui nell’Agro. Lontano da Patti, Mercati, consorzi. Ho chiamato Salvatore Bottone stasera. Non per dargli una scontata solidarietà a rischio retorica. Ma per dirgli che è la volta buona che facciamo squadra. Ironia della sorte la sparatoria di stamane a Pagani ci ha raggiunto mentre facevamo consiglio comunale. Attoniti abbiamo saputo la notizia che ha fatto passare in secondo ordine bilanci maggioranze opposizioni. Ironia della sorte proprio nel giorno che su un quotidiano locale pubblicavano il mio appello al Questore di Salerno ad avere più controlli in città. Ironia della sorte proprio nella setimana che ci comunicano la soppressione del presidio Polfer a Nocera. Allora l’ho chiamato Salvatore. Per unirci. Perché controlli, polizia, presidii, siano non solo a guardia di “luci d’artista”, col dovuto rispetto, o nelle operazioni vetrina del capoluogo con tanto di esercito per strada. Ma soprattutto qui, nella “città dell’Agro”, nella parte più importante popolosa e impegnativa dell’intera provincia. Per fare squadra e chiedere di più ad uno Stato che ci considera quanto il due di briscola. Perché è suo dovere. Perché qui tutti i giorni ci proviamo davvero a fare onestamente il nostro mestiere di essere in un Paese normale.

Manlio Torquato