L’amianto resta un grave problema ad Angri

Dopo le sollecitazioni e le protese degli abitanti di Via Cupa Mastrogennaro, e l’attenzione della stampa, l’amianto depositato indiscriminatamente ai margini della strada “incompiuta” è stato provvisoriamente messo in sicurezza. Il pericoloso materiale è stato reso inerme dopo l’intervento di una apposta squadra di uomini che hanno provveduto a coprire le lastre gettate tra altri rifiuti nell’area pedemontana. Un ennesimo scempio ambientale che di aggiunge ad altri sversamenti già messi in scurezza, in alcune zone residenziali, la scorsa primavera dal comune angrese. Via Casalanario e via Stabia, zone residenziali, molto popolose furono interessate da sversamenti analoghi a quelli di Via Cupa Mastrogennaro. Anche in questi casi, purtroppo, a causa dell’elevato rischio proprio per la salute pubblica, l’ente di piazza Crocifisso decise di adottare misure urgenti.

Dopo i sopralluoghi, da parte del personale dell’ufficio ambiente comunale e degli agenti della Polizia Locale che rilevarono la pericolosità del materiale abbandonato, il comune di Angri, impiegò circa 5mila euro per evitare la frammentazione delle fibre in amianto ed il conseguente rischio. Operazioni costose che ricadono spesso sui contribuenti. Oggi dopo l’ennesima azione di messa in sicurezza sul territorio il comune dovrebbe, ben presto, “bonificare” i siti maggiori: fondo Rosa Rosa, fondo Caiazzo e Fondo Badia. Per smaltire gran parte dell’amianto presente sul territorio cittadino lo scorso aprile, Mauri portò all’attenzione del consiglio comunale una rimodulazione del riparto fondi della legge 219/1981 e 32/2002 da destinare oltre che agli interventi a favore delle strutture scolastiche del territorio anche, soprattutto, alla bonifica delle aree una volta sito dei prefabbricati post sisma 1980. Il punto della bonifica dell’amianto, posto allora all’ordine del giorno, fu votato “responsabilmente” anche dalle opposizioni consiliari che diedero il loro contributo decisivo per affrontare e risolvere il delicato problema ambientale .

Il provvedimento è quindi fu votato all’unanimità. “Trattandosi di un argomento molto serio, quale quello della bonifica dell’amianto, accanto a tutti i rilievi che restano sul modo di affrontare e gestire questa questione, – disse il consigliere Cosimo Ferraioli – evidenzio che non si può non votare a favore di un atto di indirizzo per la bonifica del territorio dall’amianto”. Anche il consigliere comunale e provinciale Alberto Milo, sensibile alla problematica amianto ha manifestato il suo impegno a tutti i livelli di competenza per potere finalmente liberare la cittadina dal pericoloso materiale. Infatti proprio grazie all’azione di Milo e a quella dell’assessore Sorrentino è stato possibile procedere alla immediata neutralizzazione della micro discarica pedemontana persistente nella zona di Via Cupa Mastrogennaro. Azioni veloci e necessarie per evitare che altro materiale nocivo possa essere depositato in altre zone della cittadina.

“ E’necessario che i cittadini vengano sensibilizzati circa i danni provocati dall’abbandono dell’amianto nell’ambiente circostante, anche se va riconosciuto – dice Milo – che c’è la necessità primaria di una normativa in materia di smaltimento che sia meno farraginosa e più elastica e che, soprattutto, non invogli allo sversamento indiscriminato nell’ambiente circostante. Questo deve essere uno dei nostri prossimi impegni politici a tutti i livelli di competenza”.

Intanto sul social Facebook i militanti di Fratelli D’Italia, in occasione del 34 anniversario del sisma, pubblicano un video dove mostrano le immagini di degrado e chiedono a gran voce la bonifica dall’amianto dei fondi dei tre fondi che ospitavano proprio i prefabbricati post sisma e abbandonati lo scorso anno dai suoi occupanti, trasferiti, su decisione del primo cittadino Mauri, negli alloggi pop di Via Monte Taccaro. In questi luoghi abbonda l’amianto e la monnezza. E’ una vera bomba ecologica.

Luciano Verdoliva