Scafati. Allarme prostituzione a Bagni, la polemica continua

Allarme prostituzione a Bagni, l’assessore Pignataro tra due fuochi. C’è chi ritiene esagerato l’impegno verso il fenomeno (invocando più attenzione per l’escalation criminale degli ultimi mesi) e chi invece vuole inasprire ancora di più.

“Capisco che la differente posizione politica ci faccia guardare le problematiche cittadine da posizioni diverse” così l’assessore alla Legalità e Sicurezza rispondendo ai Giovani Democratici. “Dietro la triste vetrina impersonata da queste giovani ragazze, sono convinto che si nasconde qualche organizzazione che si arricchisce col loro sacrificio. Secondo il mio modesto parere la prostituzione può rappresentare uno dei primi anelli che compongono l’indotto economico delle attività criminose. Vi siete mai chiesti dove vanno a finire i proventi che incassano le ragazze?” chiede Pignataro, poi esprime una sua personale ipotesi: “Spesso i proventi servono per essere investiti in attività criminali più complesse e da queste ultime che poi scoppiano le bombe”.

 

Di contro, i ragazzi del centrodestra hanno una diversa visione e idea del problema. In una nota congiunta, il vice portavoce di Fratelli D’Italia Paolo Attianese assieme all’associazione Fare Ambiente e al movimento giovanile del partito Gioventù Nazionale, rivolgono una serie di osservazione a Pignataro. “Siamo indignati per le dichiarazioni che l’assessore Pignataro ha rilasciato a un quotidiano locale, definendo “chiacchiere da bar” quello che è un libero pensiero di persone perbene che vivono in prima persona il problema della prostituzione in località Bagni – si legge nella nota – All’assessore ricordiamo che gli interventi fatti sul territorio sono sempre un atto dovuto, e non un “piacere elettorale”. Non basta qualche serata di straordinario dei Vigili Urbani, troviamo poi ridicolo e inopportuno affidare a un’associazione privata la “ronda” del territorio per contrastare il fenomeno”.

Segue poi la polemica sull’inutilità del sistema di videosorveglianza: “le videocamere installate nei pressi del cavalcavia della statale 268 sono in funzione? Perché queste non riescono a intercettare clienti, lucciole e sfruttatori? Quest’amministrazione oramai ha deciso di confinare la nostra popolosa frazione a territorio di serie B, ricordiamo ancora la chiusura del centro anziani, sfrattato perché il comune moroso non pagava l’affitto, mentre continua a farlo per tutti i restanti centri anziani sul territorio”.

Infine, gli attivisti lanciano una proposta: “sosteniamo l’idea di Fratelli D’Italia di chiedere con forza un presidio di Polizia, anche a seguito del diniego delle autorità preposte ad elevare a comando compagnia l’attuale tenenza dei Carabinieri. Chiediamo al Ministero dell’Interno di trasferire oppure distaccare in locali comunali il presidio esistente a Sarno o a Nocera Inferiore. La sicurezza non è un argomento da bar, ma un diritto di ogni cittadino”.

Adriano Falanga