Sindaci chiedono soppressione del Consorzio. Setaro: “Evidentemente pensano di non saldare i debiti”

“O i sindaci non sanno di cosa parlano o pensano di non saldare i propri debiti nei confronti del Consorzio”. Così il commissario del Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno, Antonio Setaro, commenta la procedura di riattivazione del referendum popolare abrogativo per la soppressione del comprensorio di bonifica del Sarno avviato dai sindaci.

“Nell’ultimo anno sono stati molteplici gli interventi del Consorzio nei comuni del comprensorio – spiega il commissario Setaro – e altrettanto numerosi sono i lavori già programmati. E’ una grande, complessiva opera di tutela e difesa del territorio, che va dai lavori di sfalcio dei canali alla messa in sicurezza dei valloni, interventi strategici per prevenire fenomeni di dissesto idrogeologico e per tutelare l’agricoltura, che è un settore trainante dell’economia del comprensorio”.

Dai dati forniti dagli uffici tecnici, risulta che dal primo gennaio ad oggi, nel solo comune di Montoro, il Consorzio di Bonifica Sarno ha realizzato 18 interventi, tra pulizia e manutenzione di canali e valloni. A Mercato San Severino gli interventi sono stati tredici in undici mesi, compreso l’espurgo di Rio Secco e la pulizia di canali e fontane. Nel Comune di Angri sono ancora in corso i lavori di diserbo manuale dei collettori, delle vasche e degli alvei.

“Evidentemente i sindaci non sanno di cosa parlano quando sollecitano la soppressione del Consorzio – rincara Setaro – o evidentemente è tutta una manovra per evitare di pagare i debiti che hanno nei confronti della struttura. Il fatto è però uno solo: è indispensabile tornare ad evidenziare il ruolo, la valenza e le potenzialità dei Consorzi di bonifica, per mantenere e gestire le opere destinate alla difesa idraulica, all’assetto idrogeologico e alla valorizzazione delle risorse naturali. Soprattutto in tempi come questi, di scarsità di risorse e di urgente bisogno di interventi contro il dissesto idrogeologico, è impensabile parlare di soppressione di queste strutture”.