Pagani. Ecco perchè secondo i giudici della Corte di Appello Gambino è incandidabile

Alberico Gambino è incandidabile. L’ex sindaco di Pagani e consigliere regionale di Fratelli d’Italia potrebbe non avere le carte in regola per scendere in campo alle prossime elezioni regionali. La spada di Damocle della incandidabilità, infatti, continua a pendere sulla sua testa. La Corte di Appello di Salerno ha rigettato il reclamo che Gambino aveva formalizzato contro la sentenza di primo grado n.1/2014 del 30 gennaio scorso, emessa dal Tribunale di Nocera Inferiore, con la quale era stata decretata la sua incandidabilità. I giudici della Corte di Appello di Salerno Francesco Paolo Ferrara (presidente), Maria Balletti e Maria Assunta Niccoli non hanno accolto il ricorso presentato dall’ex sindaco di Pagani, difeso dagli avvocati Alessandro Diddi, Giovanni Annunziata e Raffaella Di Mauro.

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Il provvedimento della giustizia civile, rubricato come «Ricorso per la declaratoria di incandidabilità», era stato presentato dal Ministero dell’Interno al tribunale di Nocera contro l’ex sindaco ed altri ex amministratori del Comune di Pagani, in seguito allo scioglimento del consiglio comunale di Pagani per infiltrazioni malavitose decretato nel 2012. Il tribunale di Nocera Inferiore aveva dichiarato incandadibile solo Gambino, puntando l’attenzione su alcune delle questione poste al centro sia della relazione posta alla base dello scioglimento sia del processo “Linea d’Ombra”: l’occupazione da parte della famiglia D’Auria Petrosino della tenuta ex Criscuolo e la mancata richiesta del pagamento dei fitti e la gestione della Multiservice.

Vicende che secondo i legali di Gambino sono state chiarite nella fase dibattimentale del processo penale “Linea d’ombra”, conclusosi con la condanna di Gambino solo per concussione e violenza privata con l’esclusione dell’aggravante camorristica. Le ragioni di Gambino e dei suoi legali non hanno convinto, però, neanche i giudici di secondo grado, che punto per punto, hanno respinto i reclami proposti. Secondo i giudici della Corte di Appello di Salerno “emerge in modo evidente “la pressione” che gli ambienti della malavita organizzata riuscivano ad effettuare sull’amministrazione comunale e, in particolare, sul sindaco Alberico Gambino” e “Antonio e Michele D’Auria Petrosino –in particolare il secondo- hanno dato pubblicamente e ripetutamente il proprio sostegno elettorale al sindaco Gambino”.

I giudici si soffermano anche sulla tenuta ex Criscuolo. “Gambino –scrivono- è intervenuto personalmente e direttamente nella questione – esulante dalle sue attribuzioni- relativa all’occupazione del fondo ex Crisucolo da parte dei fratelli D’Auria Petrosino e al pagamento del relativo estaglio”. Riflettori puntati anche sulla Multiservice. “L’amministrazione presieduta da Alberico Gambino, attraverso la municipalizzata Multiservice –si legge ancora nella sentenza- ha consentito che la maggior parte degli appalti aventi ad oggetto la gestione delle aree parcheggio a pagamenti, dei servizi cimiteriali e del verde pubblico, per importi anche rilevanti, convergesse nelle mani di società cooperative legate a persone appartenenti alla malavita organizzata locale (Michele D’Auria Petrosino e Tommaso Serra)”.

Infine, secondo la Corte di Appello di Salerno non “è possibile aderire alla tesi del reclamante relativa all’estraneità dei D’Auria Petrosino ad ambienti di criminalità organizzata”. Gambino, che da tempo ha annunciato la sua decisione di candidarsi alle prossime elezioni regionali e che, dopo il rientro tra i banchi del Consiglio regionale, ha già iniziato la sua campagna elettorale a colpi di convegni, incontri, interrogazioni e comunicati non nasconde la sua amarezza e confida nelle decisioni della Cassazione.

“Pur nell’amarezza del momento, e rimanendo sempre e fermamente rispettoso delle sentenze –ha dichiarato Gambino- confido nella giustizia sicuro che nel prosieguo dell’iter processuale innanzi la Suprema Corte saranno riconosciute le oggettive ed inequivocabili ragioni che dimostrano l’erroneità delle decisioni finora statuite. Nel frattempo continuo, senza interruzioni, il mio percorso istituzionale, politico ed elettorale al servizio dei cittadini ringraziando quanti, a partire dai miei avvocati, mi hanno dimostrato sempre, senza se e senza ma, sentimenti di amicizia, di stima e di rispetto. Proseguirò la mia azione, con l’entusiasmo e la passione che hanno sempre contraddistinto il mio impegno politico, per l’affermazione politica ed elettorale del partito e dello schieramento in cui mi onoro di militare nonché per conseguire il consenso elettorale che ho sempre ricevuto dagli elettori”.

Tiziana Zurro