Pagani. Operazione “Criniera”. D’Onofrio si difende

Massimo D’Onofrio si difende. Il capogruppo di FdI sottoposto all’obbligo fi firma nell’ambito dell’inchiesta “Criniera”, con un comunicato stampa, tenta di chiarire la sua posizione e precisa di non aver mai voluto ostacolare nessuno.

“In merito alle vicende giudiziarie che mi vedono coinvolto esprimo la mia assoluta fiducia nella giustizia e confermo la più totale e serena consapevolezza di aver operato nel giusto e nel pieno esercizio democratico delle attività politiche -scrive-. Ripongo piena fiducia anche nei miei difensori,gli avvocati De Martino e De Caro, con i quali abbiamo già predisposto la nostra linea difensiva al fine di chiarire le accuse,a mio avviso,infondate”.

D’Onofrio punta l’attenzione, in particolare sui presunti tentativi di ostacolare Bottone nel 2009.

“Un episodio merita da subito un chiarimento onde evitare inutili vittimismi e soprattutto per non macchiare la mia attività politica esercitata sempre nell’interesse dei cittadini all’insegna di battaglie ideali -va avanti la nota-. Non posso accettare che una telefonata fatta per intervenire sulla problematica tra comune e consorzio di bacino venga trasformata in un tentativo di ostacolare l’azione amministrativa di chicchessia. Non posso accettare che il mio dovere di amministratore preoccupato dell’igiene cittadina venga interpretato come “ritorsione” piuttosto che come legittima contestazione. Nel rispetto delle convinzioni degli inquirenti, mi oppongo a questa interpretazione dei fatti assumendomi tutte le responsabilità. Attendo con fiducia di poter chiarire tutto ed al più presto con gli inquirenti riconfermando la mia più assoluta estraneità ad ogni ipotesi di ricorso ad organizzazioni camorristiche nell’espletamento della mia attività amministrativa e politica ribadendo che ogni forma di opposizione da me svolta e’ legata esclusivamente oggi come allora a combattere inefficienza amministrativa e non per altre motivazioni”.