Pagani. Il monito del vescovo Giudice alla città: “Sono qui per risvegliare le coscienze”

“La storia di Pagani può riprendere se non ci nascondiamo dinanzi alle nostre responsabilità”: a otto giorni dall’ultimo intervento durante la marcia della legalità, il vescovo della Diocesi Nocera-Sarno, Monsignor Giuseppe Giudice, torna nella città di Sant’Alfonso, parla al cuore dei paganesi e lancia un monito alla comunità, nel tentativo di risvegliare le coscienze. Dal pulpito della chiesa Madre del Corpo di Cristo, gremita di fedeli radunatasi all’alba per partecipare alle celebrazioni dell’Immacolata Concezione, il prelato ha pronunciato parole dure e pregne di significato. “Non sono qui per la celebrazione di un folklore religioso che ci lascia così come siamo, sono qui per scuotere le vostre coscienze –ha affermato dall’altare il presule-. Sono qui per dirvi che la storia ricomincia a Nazaret. La tota pulchra, la bellissima è colei che vuole che ognuno di noi diventi bello, di quella bellezza interiore, morale dove c’è l’onesta, la semplicità, la riscoperta del lavoro e dei valori. Maria stamattina ci chiede tutto questo e se non siamo capaci ci prende per mano e ci accompagna”.

Il vescovo ha ribadito e ha articolato concetti già espressi il 30 novembre, al termine della marcia della legalità, promossa dopo l’assalto al portavalori sfociato in conflitto a fuoco in pieno centro cittadino, quando aveva invitato i paganesi a fare pulizia nel “proprio pezzo di giardino”. Cambiare se stessi per cambiare la realtà che ci circonda, questo in sintesi il messaggio del vescovo. Pagani e le città dell’Agro nocerino afflitte da difficoltà ed emergenze potranno tornare ad “essere giardini” solo con il contributo di tutti.

Il prelato ha posto al centro del suo discorso tre punti cardine: la famiglia, il lavoro, la speranza. “Dobbiamo ricominciare dalla famiglia se vogliano che le nostre città, i nostri ambienti ridiventino giardini –ha sottolineato il vescovo nella sua omelia-. Abbiamo scardinato la famiglia, abbiamo rovinato le famiglie. L’uomo si nasconde, ha paura perché non ha lavoro, ha paura perché manca la speranza, la paura manca la verità. La storia diventa una storia di relazioni malate, ci accusiamo l un l’altro ce la prendiamo anche con i nostri cari”. La svolta tanto attesa, dunque, arriverà solo se ognuno farà pulizia dentro se stesso e saprà fare il proprio dovere.

Il vescovo della Diocesi di Nocera-Sarno già all’indomani del conflitto a fuoco tra rapinatori e guardie giurate al corso Ettore Padovano aveva invitato la comunità a non perdere la speranza. “Il vescovo auspica che dalla terra bagnata di sangue cresca una nuova coscienza civile ed una attenzione al territorio –si leggeva in una nota diramata dalla Diocesi- e si unisce allo sforzo di tutte le persone di buona volontà che vivono il disagio e che, nella speranza e nell’onestà, vogliono ricostruire il tessuto sfilacciato della città”.

Tiziana Zurro