Scafati. D’Alessandro incalza sulla Di Saia

“A Scafati si deve procedere ad un’operazione di “igiene istituzionale”. Ora più che mai si sostituisca la segretaria comunale senza ulteriori indugi”. Parole inequivocabili quelle pronunciate da Vittorio D’Alessandro, capogruppo Pd, all’indirizzo della dottoressa Immacolata Di Saia, segretaria generale dell’ente. Contro la professionista di Casal Di Principe il Pd ha aperto un braccio di ferro che va avanti da tempo, arrivando anche a scrivere al Prefetto e al Ministero dell’Interno, mentre la senatrice Rosaria Capacchione ha presentato un’interrogazione parlamentare.

“La super-segretaria comunale che, tra l’altro, in maniera incomprensibile, ricopre anche il ruolo di responsabile dell’anticorruzione dell’ente, ora potrà anche specializzarsi ancora di più nella materia, usufruendo dell’accordo con l’Università di Napoli, appena stipulato con una spesa di 6mila euro del bilancio comunale – le parole di D’Alessandro – Grande lavoratrice, infatti, spesso è al comune anche in tarda serata da sola a mettere a posto le carte, con una capacità di creare atti amministrativi innovativi e “fantasiosi”, oramai leggendaria ma, purtroppo, è anche una donna particolarmente sfortunata in quanto dove è passata lei assumendo incarichi di segretaria o altro, si giunge quasi sempre, allo scioglimento del comune”.

Non risparmia dettagli il capogruppo dei democratici: “Da agosto 2013 le delibere di giunta del Comune di Scafati risultano prive di orario e del luogo ove si svolgono, sarà un puro caso ma questa innovazione si è avuta poco prima che venisse chiesto il rinvio a giudizio per sedute di giunta che per la Procura non si sarebbero mai svolte. Per tutti questi motivi, da circa una decina di giorni abbiamo chiesto al sindaco, sebbene coimputato, di procedere ad una sospensione cautelare della stessa alla luce del recente rinvio a giudizio per le riunioni di giunta che la Procura di Nocera ritiene mai svolte. Tale richiesta è anche motivata dall’evidente incompatibilità della Di Saia alla luce del giudizio civile promosso dalla stessa contro il comune di Scafati per oltre centomila euro, giudizio che il sindaco ritiene giusto, dimenticando, però, che in caso di soccombenza del comune potrebbe essere lui stesso, insieme agli assessori, ritenuto responsabile del danno erariale”.

Infine la conclusione di D’Alessandro, appena due mesi fa vittima di un attentato bombarolo all’abitazione della sua famiglia: “Non avendo avuto, ad oggi, nessun riscontro alla richiesta inoltrata al sindaco ci attiveremo presso le altre autorità, destinatarie della richiesta, affinché venga ripristinata nel Comune di Scafati una situazione operativa ed istituzionale di regolarità e trasparenza che inevitabilmente ed inderogabilmente si fonda sulla sospensione dal servizio della dott.ssa Immacolata Di Saia.”.

Sulla vicenda del corso anticorruzione è il sindaco Pasquale Aliberti a chiarire: “ è un obbligo di legge a cui dobbiamo attenerci per rendere più trasparente la macchina amministrativa e il Governo della Città. E’ veramente triste che anche un piano anticorruzione approvato dalla Camera e dal Senato possa essere strumentalizzato per attaccare Sindaco e Segretaria Generale”. Nei giorni scorsi anche il consigliere Brigida Marra, esponente di punta della maggioranza, prese posizione a sostegno della professionista: “parlando dell’amministrazione Aliberti, è sempre stata condotta da parte dell’opposizione nei confronti della stessa, una campagna denigratoria e diffamatoria dove la politica diventa pettegolezzo, e soprattutto gli attacchi diventano strumentali da parte di chi non ha elementi seri per opporsi all’avversario politico”.

Adriano Falanga