Scafati. Di Saia: gli attacchi dell’opposizione e la difesa di Brigida Marra

“A Scafati il vero sindaco è la segretaria comunale Immacolata Di Saia” così il Partito Democratico nel corso dell’ultima conferenza stampa, in cui spiegarono anche di aver scritto alle autorità competenti chiedendo la sospensione della professionista casertana, fedelissima di Aliberti, in quanto coimputata in diversi procedimenti giudiziari importanti, tra cui la questione delle delibere fasulle, fino alla recente causa di lavoro intentata contro il Comune che, a sua volta, si è costituito in giudizio per difendersi.

La Di Saia avrebbe fatto ricorso al Tribunale del Lavoro per vicende legate alla revoca del suo incarico da Direttore Generale di Palazzo Mayer. La posizione, lautamente retribuita, fu cancellata dalla legge, ma siccome la professionista aveva un contratto con scadenza dopo alcuni mesi, avrebbe fatto causa per chiedere la differenza che le sarebbe dovuta secondo contratto.

“E’ un diritto di un lavoratore ricorrere contro un provvedimento ritenuto ingiusto –ha dichiarato il sindaco Aliberti-. Revocai l’incarico perché pressato dall’opposizione e da parte della maggioranza”.

E di quella maggioranza ne era parte l’attuale capogruppo di Fdi Cristoforo Salvati: “Da ex-vicesindaco ricordo che oltre a decurtarci la indennità del 20% revocammo l’incarico alla Di Saia di direttore generale con il suo consenso – ricorda Salvati-, mai avrei pensato a un ricorso della stessa al giudice del lavoro. Credo ci sia un profilo di opportunità ma non di mera incompatibilità del suo ruolo attuale con il ricorso da lei proposto ma sarà il magistrato a dirimere il caso relativamente alla materia di lavoro”.

Sulla stessa scia anche l’altro consigliere Fdi Mario Santocchio: “La segretaria comunale pretende 105mila euro nonostante in questi anni ha guadagnato più di 200mila all’anno. Mi sa che la segretaria è in grado di condizionare anche il sindaco visto che quest’ultimo e’ taciturno”. Poi la stoccata: “la segretaria ed Aliberti –ha concluso Santocchio- sono coimputati già in un processo, effettivamente la situazione e’ imbarazzante”.

A prendere le difese della professionista è Brigida Marra, che già nell’ultimo consiglio comunale avrebbe voluto intervenire: “Parlando dell’amministrazione Aliberti, è sempre stata condotta da parte dell’opposizione nei confronti della stessa, una campagna denigratoria e diffamatoria. Non mi piace scendere a livelli dove la politica diventa pettegolezzo, e soprattutto gli attacchi diventano strumentali da parte di chi non ha elementi seri per opporsi all’avversario politico”.

Marra, avvocato e consigliere di Forza Italia ribatte ancora: “L’argomento segretaria comunale credo ne sia la prova più evidente. Questa donna sta subendo attacchi di ogni tipo sulla base del niente perché, quando parliamo di “persona di fiducia di un Sindaco indagato”, parliamo di niente. L’elemento fiducia è alla base di ogni rapporto di lavoro, anche i miei stessi collaboratori di studio sono persone di mia fiducia, ciò non vuol dire che qualora (mi auguro mai) dovessi essere accusata di qualcosa, loro ne sarebbero responsabili. Io per prima, qualora fosse stata condannata per qualche reato, ne avrei chiesto le dimissioni”.

Brigida Marra continua e incalza: “se gli attacchi nei confronti della stessa provengono da colleghi avvocati, questo è ancora più grave in quanto dimostrano di ignorare il principio costituzionale di non colpevolezza e, mi riferisco al sindaco indagato, il quale se colpevole sarà giudicato con sentenza definitiva di condanna. In ogni caso comunque non avrebbe ripercussioni sulla figura del segretario comunale, in assenza di prove – infine la conclusione – Il mio invito, pertanto, è quello di concentrarsi sulla buona amministrazione nell’interesse della città di Scafati”.

Adriano Falanga