Sicurezza, il grido d’allarme dei sindaci dell’Agro

Circa settecento persone: amministratori, studenti, esponenti di associazioni e semplici cittadini, ieri mattina, hanno sfilato per le vie del centro di Pagani per invocare sicurezza.

Prima del corteo i sindaci dell’Agro hanno sottoscritto un documento, indirizzato la prefetto di Salerno, Gerardo Maria Pantalone, per chiedere il potenziamento degli organici delle forze dell’ordine sul territorio.

“Mai più serrande abbassate per paura dei colpi –scrivono i primi cittadini-, mai più volti mesti e persone ferite, mai più il terrore di vivere la propria città. L’Agro deve ritornare alla normalità perché questa splendida terra, fatta di ricchezze storiche, archeologiche e di millenarie tradizioni, deve splendere di libertà, di onestà”.

Dopo l’agghiacciante episodio di venerdì mattina, che solo per mero caso non è sfociato in tragedia, i primi cittadini, mettono da parte conflitti e casacche e fanno fronte comune per ottenere un rafforzamento dei presidi delle forze dell’ordine. I sindaci hanno aperto la loro accorata missiva con le parole del vescovo della Diocesi di Nocera Sarno, Monsignor Giuseppe Giudice, che dopo l’assalto al portavalori aveva invitato il popolo dell’Agro a non perdere la speranza. A chiudere il cerchio, ieri mattina, proprio il prelato, che ha atteso l’arrivo della marcia silenziosa davanti all’auditorium “Sant’Alfonso Maria de’ Liguori” e ha invitato tutti, per prima cosa, a fare pulizia nel «proprio pezzo di giardino».

Gli amministratori comunali non chiedono “città militarizzate, non città sotto assedio, ma città sicure e vigilate”.

Ma c’è anche chi come il Consigliere regionale Alberico Gambino, che ieri è tornato a distanza di anni nella stanza che ha occupato per due lustri da sindaco, ha invocato l’arrivo dell’esercito.

“I sindaci non possono essere lasciati soli –ha affermato, invece, Salvatore Bottone-. Uniti possiamo far sentire la nostra voce chiedere un potenziamento delle forze dell’ordine sul territorio, per garantire tranquillità alle nostre comunità”.

Il presidente della Provincia, Giuseppe Canfora, dal canto suo, ha rilanciato la necessità di affiancare agli interventi repressivi misure che contrastino il disagio sociale.

Significativa la riflessione del sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato, che ha puntato l’attenzione sulla scarsa attenzione riservata al territorio “più importante, popoloso e impegnativo” della provincia, trattato a suo avviso come “il due di briscola”, riproponendo anche la questione dell’imminente soppressione del presidio della PolFer presso la stazione nocerina.

Tiziana Zurro