Sarno. Operazione Poker, l’intreccio tra politica e camorra

Non solo la gestione dei videopoker e il traffico di sostanze stupefanenti, il clan Serino aveva interessi anche in politica. E’ quanto emerge dall’operazione Poker, messa a segno ieri all’alba, dai carabinieri del Ros che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di ventuno persone e hanno sequestrato due milioni di beni tra imprese, aziende agricole, conti correnti postali ed autovetture.

Le indagini hanno portato alla luce anche il presunto patto per lo scambio elettorale politico-mafioso che sarebbe stato stretto tra esponenti del clan e Franco Annunziata, candidato a sindaco di Sarno alle ultime amministrative.

Annunziata, all’epoca consigliere provinciale ed in corsa per la conquista della fascia tricolore a Sarno come capolista di una coalizione civica riconducibile al Nuovo Centrodestra, è stato raggiunto dal divieto di dimora nel Comune di Sarno.

Al centro delle indagini anche delle immagini che documentano un incontro, avvenuto il 24 maggio, tra Annunziata e Aniello Albero, ritenuto fedelissimo del clan che dice: “Facci sapere e noi siamo a disposizione”.

Annunziata si è detto estraneo alle accuse e ha annunciato le sue dimissioni dalla carica di consigliere comunale.

Alle persone coinvolte vengono contestate a vario titolo le accuse di associazione di tipo mafioso, estorsione, scambio elettorale politico-mafioso e altri delitti aggravati dalle finalità mafiose, nonché associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Le indagini sono state avviate dal Ros nel 2013: riflettori puntati sull’accordo tra le organizzazioni camorristiche dell’area vesuviana e dell’Agro-nocerino ed i rappresentanti di una società di noleggio di videopoker dell’area vesuviana, la Viscomatic srl.