Scafati. Scontro sul piano viario

Al casello dell’autostrada, uscita Scafati, potrebbe esserci un cartello con scritto “benvenuto. Sai quando entri, ma non saprai mai quando esci”. Già, perché Scafati oltre al fiume Sarno è molto conosciuta anche per il memorabile traffico cittadino.

La città è cresciuta demograficamente negli ultimi trent’anni, grazie alla speculazione edilizia degli anni 80 che ha raddoppiato la popolazione. Purtroppo chi nel tempo decise di edificare interi nuovi rioni non si preoccupò di creare le dovute infrastrutture e servizi attorno ad essi. Nessuno ha mai pensato, ad esempio, di spostare il casello autostradale che la città condivide con Pompei, come nessuno ha mai deciso di costruire nuove strade. Tanto cemento, poco asfalto, si potrebbe riassumere. E così sulle stesse strade cittadine del dopoguerra sono triplicate le automobili circolanti, creando disagio e inquinamento, sia acustico che ambientale. Nel tempo sono fioccate le attività commerciali, perché la città, perdendo la sua vocazione agricola grazie alla cementificazione, si è ritrovata a fronteggiare la forte richiesta di lavoro e non potendo scommettere neanche sull’industria, si è data al commercio. Nulla di male, se non fosse che negli anni nessuna ammistrazione ha pensato di fronteggiare l’evoluzione economica della città, venendo incontro a quelle che erano le nuove richieste del tessuto economico.

Assenza di zone pedonali, degrado del centro storico, nessuna area di sosta e nessun piano viario che potesse fronteggiare il traffico caotico e agevolare il flusso entrante in città verso le proprie attività commerciali. Nulla di quanto realizzato nelle città limitrofe come Angri, Pagani, Nocera Inferiore. Scafati sostanzialmente è rimasta la stessa degli anni ‘80. Anzi, ha quasi perso il suo centro storico e il suo polmone verde che è la Villa Comunale. Questi spazi infatti trent’anni fa erano floridi e pullulanti di scafatesi. Poi la città si è arricchita di nuovi residenti che mai hanno vissuto fino in fondo la città, e che nei fine settimana fanno ritorno al loro paese d’origine. La città lentamente ha perso i punti di aggregazione su cui si ritrovava la movida serale. Manca un piano viario, negli anni si è provato solo a cambiare verso alle strade, manca una pianificazione e organizzazione ricettivo commerciale, manca una vera e propria idea di città.

A mali estremi, estremi rimedi si sono detti i commercianti che coaudivati dall’amministrazione si sono coalizzati dando vita alla Consulta del Commercio, con lo scopo di fare sintesi tra i commercianti elaborando proposte e suggerimenti da sottoporre alle istituzioni. Ascoltando la voce degli stessi operatori forse si riuscira a trovare la soluzione che possa risollevare l’economia cittadina. Purtroppo ogni presupposto è andato disatteso perché le proposte dei commercianti sono sistematicamente respinte, o boicottate, come è successo con la rassegna natalizia che ha creato una spaccatura tra la Consulta e l’amministrazione comunale. In ultimo il passo indietro che il primo cittadino Pasquale Aliberti ha fatto rispetto alle modifiche al piano viario chieste dalla Consulta e approvate in consiglio comunale. I tecnici hanno bocciato la decisione del consiglio rimandando la decisione finale ad una relazione chiesta ad un docente universitario.

Scelta aspramente contestata da Patrizia Pesacane, presidente della Consulta. A sostegno dei commercianti anche Scafati arancione: “È inaccettabile che il massimo organo di rappresentanza delle partite IVA presenti sul territorio si veda scippata la possibilità di incidere sulla problematica – spiegano Francesco Carotenuto e Raffaele Bicezio – Ci chiediamo a quale gioco stia giocando questa amministrazione, vista la palese volontà di penalizzare la consulta e far ricadere colpe e responsabilità inesistenti sulla stessa. Chiediamo a gran voce che questo teatrino cessi al più presto e che nelle prossime settimane si possa trovare una soluzione definitiva al problema, soprattutto condivisa con i principali attori, i commercianti e i loro rappresentanti, rispettando il loro volere palesato all’interno dell’organismo consultivo”.

La Consulta ha incaricato un suo tecnico di fiducia, il professor Cascetta ex assessore regionale ai Trasporti, di elaborare un piano viario da confrontare con quello che proporrà il consulente indicato dal comune, professor Stefano De Luca.

Adriano Falanga