Angri. L’area industriale invasa dai rifiuti

Inciviltà e mancanza di vigilanza alla base dei continui sversamenti di rifiuti nell’area industriale denominata “Taurana”, che sorge a ridosso dei confini tra Angri, San Marzano Sul Sarno ed Angri.

Lungo le ampie strade che fiancheggiano i lotti ancora in costruzione e quelli da assegnare si trova praticamente di tutto: dalle lastre di amianto fino ai comuni rifiuti organici. Un vasta area già oggetto di alcune controversie giudiziarie proprio per l’illecita gestione di rifiuti speciali non pericolosi provenienti da lavori di demolizione edilizia: fresato d’asfalto bituminoso, cartongesso, residui di plastica, pezzi di piastrelle, marmi e conglomerato conferiti insieme a normali rifiuti organici.

La zona, individuata dalla società di trasformazione urbana con sede ad Angri, nel corso dell’ultimo quinquennio, si è estesa sui tre comuni confinanti nell’area dove già sorge il depuratore del Medio Sarno, realizzato durante la gestione commissariale del generale Roberto Jucci.

Un’area che sembra essere diventata il luogo ideale per il conferimento indiscriminato dei rifiuti, spesso ingombranti, tossici e speciali che necessitano di particolari processi di smaltimento. La zona che costeggia l’area industriale e il depuratore, tra la via Orta Longa e Via Mazzini, appena qualche anno fa, è stata interessata da una costosa operazione di bonifica.

Ora, però, il problema sembra ripresentarsi proprio a poche centinaia di metri, all’interno dell’area industriale di pertinenza della Stu angrese presieduta dal sindaco uscente di San Valentino Torio, Felice Luminello. L’area purtroppo è ancora priva di apparati di video sorveglianza e la sera diventa “terra di nessuno” meta, appunto, per chi deve smaltire rifiuti di ogni genere. Purtroppo non soltanto questa vasta area industriale è soggetta a questo fenomeno pericoloso e nocivo.

La terra dei veleni si estende anche nel cuore delle stesse cittadine che ospitano l’area industriale, in maniera particolare Angri, cinta d’assedio dagli sversatori che hanno reso impraticabili ed inquinati interi fondi che ora devono essere oggetto di costose bonifiche.

Luciano Verdoliva