Pagani. D’Onofrio: “Contro di me accuse infondate”

Sono nuovamente costretto a difendermi da accuse infondate per le quali più volte e nelle sedi opportune sono stato disponibile a chiarire ed a spiegare.

“Combattero’ fino alla morte per difendere verità e giustizia”, così Massimo D’Onofrio, consigliere comunale paganese sottoposto all’obbligo di presentazione alla pg nell’ambito dell’operazione Criniera. “Sono bersaglio di accuse di pentiti che ho già provveduto a denunciare per calunnia e di nuovi che dimostrano di conoscermi per la comune frequentazione alle scuole elementari -scrive D’Onofrio’-. E’ arduo spiegare l’orrore di una cultura giudiziaria che riconosce a delinquenti ed assassini una credibilità a discapito di chi vive da incensurato nel rispetto delle regole. Combatterò fino alla morte per ripristinare verità, giustizia e sopratutto per difendere una vita ed una carriera politica all’insegna dell’onestà. Il prezzo delle libertà e’ alto ed io sono disposto a pagarlo senza nessun timore gridando con forza la mia innocenza ma sopratutto il mio stupore per accuse che già un diverso processo ha completamente ritenute infondate. Amarezza e delusione non placano la sete di giustizia che andrò cercando in ogni sede insieme ai miei avvocati verso i quali nutro grande stima così come continuo a credere nella giustizia. Vado avanti con animo sereno e confidando nella giustizia vera. Sono tranquillo ma allo stesso tempo combattivo e determinato nel difendermi da accuse assurde. Da uomo pubblico sento il dovere di esternare il mio pensiero a difesa anche dei miei diritti civili. 25 anni di onestissima e appassionata vita politica non saranno messi in discussione da “una banale telefonata” ne tanto meno consento a chicchessia di infangare la mia immagine di uomo”.