Scafati. Case comunali, Sicignano promette l’aggiornamento dei canoni

Da tanti, forse troppi anni che non viene fatto un aggiornamento dei canoni di locazione delle case popolari di proprietà del comune. Quasi cinquanta appartamenti dislocati sul territorio, quasi tutti in zona centrale, come via Martiri D’Ungheria, via Enrico Fermi, via Nazionale e via Alcide De Gasperi. A chiedere un nuovo censimento è stata l’associazione Scafati in Movimento, la quale spulciando le carte ha trovato fitti decisamente fuori mercato, addirittura 109 mq a poco più di 20 euro mensili.

“Con tutto il rispetto per la solidarietà ma godere di immobili posti in zone a volte quasi centrali a certe cifre sa di offesa a chi invece “suda” per avere il solo beneficio del “pacco alimentare” o chi chiede qualche sconto sulle varie tasse comunali – spiegavano gli attivisti grillini – Il rischio è che qualcuno possa fare il furbo e non aver comunicato eventuali mutazioni delle sue condizioni economiche. Ciò andrebbe a danno di altre famiglie realmente bisognose, oltre che configurare una truffa a danno dell’ente”.

La richiesta ha trovato il totale accoglimento dell’assessore alla Manutenzione Strade e Immobili Raffaele Sicignano: “Sono molti anni che non vengono aggiornati i canoni, ne ho già parlato anche con il responsabile dell’ufficio Patrimonio Giovanni Santonicola”. Sicignano promette: “Appena dopo le feste inizieremo la procedura. Nessuno vuole mettere per strada qualcuno, occorre però rivedere i redditi e la situazione economica e familiare degli inquilini delle case di proprietà del Comune”.

Sembra infatti che nel corso degli anni molte situazioni di disagio sono scemate, ed oggi si ritrovano a pagare poche decine di euro famiglie con un reddito consono ad un affitto privato. C’è chi è intestatario di partite iva, chi invece ufficialmente disoccupato ma lavoratore al nero, chi ancora è rimasto da solo ad abitare un appartamento di tre vani. Tutte circostanze che se dovessero essere riscontrate porterebbero un maggiore introito per le già esigue casse comunali, oltre ad una giusta ridistribuzione degli immobili, tenendo presente lo stato di forte disagio di altre famiglie.

“Trovo corretto l’accertamento delle situazioni reddituali dei locatari – continua l’assessore Sicignano – sia per una questione di equità e giustizia sociale, sia per aumentare le entrate comunali”. L’aggiornamento degli stati patrimoniali potrebbe anche smascherare eventuali furbetti, o quantomeno fare luce su quelle che sono le reali condizioni economiche delle famiglie che abitano i 47 immobili comunali. “Un eventuale aumento delle entrate derivato dal censimento, potrebbe essere usato per la manutenzione agli stessi immobili” conclude Raffaele Sicignano.

Viene esclusa la dismissione, o meglio la vendita degli immobili così come negli anni hanno fatto i diversi istituti di case popolari, come lo Iacp o l’Ina casa. “La rivalutazione dei canoni come avviene al Nord Italia dove questa opportunità di usufruire degli immobili è visto come un servizio e non si trasforma in assistenzialismo che poi a voler pensar male potrebbe tornare utile a pochi e in tempi elettorali a qualche politico” la stoccata polemica degli esponenti pentastellati.

Adriano Falanga