Scafati. Opposizioni critiche, tre mesi senza un consiglio comunale

Hanno incassato poco più di 4mila euro di gettoni di presenza, e quasi mille di rimborso spese. E’ quanto accumulato dal gruppo Uniti per Scafati nell’ultimo trimestre 2014, composto dai consiglieri di maggioranza Nicola Acanfora, Pasquale De Quattro e Roberto Barchiesi. I tre sono risultati i più ferrei e stacanovisti consiglieri sempre presenti alle commissioni e consigli comunali. L’alto compenso dovrebbe essere indice di produttività, perché spiega agli elettori l’impegno profuso dai loro eletti.

“Niente affatto, significa solo che sono stati i più presenti – così Gennaro Avagnano di Scafati in Movimento – sono gli atti e le proposte che indicano la produttività e siccome i verbali delle sedute non sono resi pubblici, noi cittadini non possiamo sapere cosa fanno nelle commissioni i nostri rappresentanti”. Avagnano però non punta l’indice contro questo gruppo in particolare: “Sempre presente anche il consigliere Michele Raviotta, la cui proposta di un bonus di 20mila euro sulla Tari per i meno abbienti aspetta ancora di vedere la luce, e sono passati 4 mesi dalla sua approvazione in consiglio comunale”. L’attivista però chiarisce: “lo stesso dicasi per i rimborsi spese. Se la legge lo consente, ognuno è libero di farne richiesta o meno, però nel nome della Trasparenza la documentazione dovrebbe essere resa pubblica. Dobbiamo pur sapere come spendono i nostri soldi i nostri consiglieri, o no? E lo stesso vale per le commissioni, a che serve riunirsi costantemente se poi non si producono atti e i verbali non sono pubblicati sul sito istituzionale? Tante commissioni, e non si tiene un consiglio comunale da tre mesi”. Avagnano poi conclude lanciando una provocazione: “Il consiglio comunale prenda esempio dal consigliere Domenico Casciello, l’unico che ha rifiutato il gettone di presenza e nonostante questo è sempre presente sulla scena politica e istituzionale. La vicenda di Agrigento dovrebbe insegnare”.

Il Consiglio comunale di Agrigento è decaduto, dopo che 21 consiglieri si sono dimessi. Una decisione legata allo scandalo delle commissioni consiliari, che nel solo 2014 si sono riunite 1.133 volte, tre al giorno, festivi compresi, al solo scopo di incassare i gettoni di presenza, per un costo di oltre 285mila euro. Sulla vicenda indaga la procura di Agrigento. Esempio estremo, anche perché a Scafati vige un tetto massimo di partecipazioni alle sedute, proprio per contenere le spese.

L’assenza di consigli comunali è stata notata anche da Margherita Rinaldi, segretaria del Partito Democratico, primo partito di opposizione con 5 consiglieri: “A Scafati esiste ancora un Consiglio comunale o, per caso, è stato momentaneamente sospeso? In una città di oltre 50.000 abitanti, attanagliata da mille problemi irrisolti come la sanità con l’ospedale ancora chiuso, la rete fognaria e i conseguenti allagamenti, la sicurezza, l’ambiente, la crisi economica e del commercio, i tributi più alti di tutta la provincia, per non parlare delle problematiche inerenti le opere pubbliche come la reindustrializzazione dell’ex area Copmes o il Polo Scolastico, sono trascorsi circa tre mesi senza convocare un solo Consiglio comunale – spiega la Rinaldi – Evidentemente il Sindaco ritiene che i luoghi delle decisioni siano quelli chiusi delle proprie stanze, con i suoi pochi fedelissimi. Oppure è troppo impegnato nella campagna elettorale per la competizione regionale? In effetti ci rendiamo conto che non deve essere semplice scegliere chi dei due dovrà impegnarsi in questa tornata elettorale: lei, lui, ma perché non tutti e due?” l’ironia della dirigente dei democratici scafatesi. “E intanto – la conclusione di Margherita Rinaldi – mentre la città è allo sfascio e aumentano le indagini in corso sull’operato di questa Amministrazione, l’ultima delle quali quella della Corte dei Conti sui progetti-obiettivo, che ha tolto il velo sul funzionamento della macchina amministrativa, il Consiglio comunale è stato congelato, dimenticato quasi fosse un intralcio alla gestione personalistica, familistica, clientelare e utilitaristica della città da parte di un sindaco cui soggiace silente l’intera maggioranza”.

Sondando il corridoio di Palazzo Mayer però, sembra che ad oggi non siano state depositate interrogazioni, interpellanze o mozioni. Presto però ci dovrebbe essere la convocazione della pubblica Assise presieduta da Pasquale Coppola, per discutere sul finanziamento di 24 milioni di euro che la Regione è in procinto di concedere direttamente al comune di Scafati per il rilancio dell’area Pip.

Adriano Falanga