Scafati. Tari 2015, dubbi sullo sconto del 14%

Sconto del 14% sulla Tari 2015, si allontana per gli scafatesi la possibilità di risparmiare su quella che è la tassa sui rifiuti più alta di tutta la provincia di Salerno.

“Grazie al lavoro messo in campo assieme alla Geset, rivolto all’aumento della platea contributiva, attraverso l’individuazione di quella parte di evasori che ci ha permesso di incassare nel corso del 2014 circa 3 milioni di Euro – annunciava l’assessore al Bilancio Diego Chirico all’unisono con il primo cittadino Pasquale Aliberti -, l’Acse ha deliberato un rendiconto 2014 relativo al costo del servizio di smaltimento rifiuti con una diminuzione del 14 % rispetto al preventivato garantendo per il 2015 bollette meno salate per le nostre famiglie”.

In effetti è stato così, in un primo momento. Nel verbale del 18 dicembre 2014 il Cda dell’Acse deliberò una diminuzione tra il costo preventivato nel Piano Economico Finanziario del 2014 (8,3 milioni di euro) e il costo totale del servizio (preconsuntivo) di euro 7,153 milioni, pari ad un risparmio del 13,8%. Con verbale del 22 gennaio 2015, la partecipata comunale che si occupa della raccolta dei rifiuti ha stimato un costo del servizio per l’anno in corso di 8 milioni di euro (appena 300mila euro in meno da quello 2014, su cui sono state applicate le tariffe per il calcolo della Tari). Nel dettaglio, i 7,153 milioni di euro del preconsuntivo 2014 arrivano a 7,575 milioni di euro grazie ad alcuni rincari. Cifra infine arrotondata a 8 milioni in quanto la differenza di poco più di 400mila euro sarà utilizzabile per potenziare il personale dipendente o per altri interventi mirati al potenziamento del servizio.

Rispetto al preconsuntivo approvato a dicembre, nel 2015 sono state incrementate le seguenti voci di costo: bustame (da 11mila a 100 mila euro) lavaggio automezzi (da 29mila a 55mila euro) compenso organi sociali, quali Cda, collegio sindacale e revisori (da 90mila a 94,5 mila euro). Raddoppia anche la pubblicità (da 31 a 60mila euro), subisce un incremento anche il costo di smaltimento (da 912 a 950mila euro). Alla voce “leasing vari” troviamo una diminuzione per il 2015 di 44mila euro, ampiamente compensata però dai 144mila euro di “nolo a freddo autocarri”. Sensibilmente in calo il costo del personale (da 3,824 a 3,810 milioni di euro).

Crea perplessità la stima che l’Acse fa dei “ricavi della raccolta differenziata”, perché questa è stata stimata negli stessi 234mila euro del 2014, come se il dato rimanesse fermo al 50% anche nel 2015. L’Acse non vende propriamente il materiale differenziato, in quanto viene ceduto ai diversi consorzi nazionali divisi per settore. Da questa cessione si ricavano quasi 88mila euro dalla carta, 52mila euro dalla plastica, 93mila euro dal multi materiale. Dagli ingombranti ed elettronici si ricavano circa 3300 euro, questo dato può indicare come l’inciviltà di alcuni porta a sversare questi rifiuti nelle campagne e non a conferirlo presso l’ecocentro di via Diaz. Nel 2014 gli scafatesi hanno pagato quasi 2 milioni di euro di costo di smaltimento indifferenziato, tantissimo rispetto agli appena 234 mila euro di proventi della differenziata. Aumentare la differenziata, secondo queste cifre, ha un’incidenza di risparmio decisamente bassa.

Da ciò scaturisce che non basta la sola differenziata per ricevere un sostanziale sconto sulla bolletta. La partecipata comunale ha deliberato anche un’assunzione nei servizi cimiteriali, una risorsa da aggiungere al personale ritenuto oramai anziano in servizio nella struttura di via della Gloria. Il costo è stimato in 33mila euro annui. Infine, attende ancora di vedere la luce il bonus di 20mila euro riservato alle famiglie meno abbienti, approvato ad ottobre su proposta del consigliere di minoranza Michele Raviotta, che provocò una spaccatura nell’opposizione.

Adriano Falanga