Angri. Amianto, parte la bonifica

Partono i delicati lavori di smaltimento dell’amianto nelle tre aree dei prefabbricati post sisma 1980. Ad essere interessati da quello che è, tecnicamente, uno smaltimento e non una vera e propria bonifica i tre storici fondi Rosa Rosa, Caiazzo e Badia. La copertura finanziaria per i lavori di smaltimento, sarebbe stata possibile grazie anche alla rimodulazione del riparto fondi della legge 219/1981 e 32/2002 da destinare oltre che agli interventi a favore delle strutture scolastiche del territorio anche, soprattutto, alla bonifica delle aree una volta sito dei prefabbricati post terremoto 1980.

Il punto relativo alla bonifica dell’amianto, posto allora all’ordine del giorno del consiglio comunale, fu votato “responsabilmente” anche dalle opposizioni consiliari che diedero il loro contributo decisivo per affrontare e risolvere il delicato problema ambientale. Per la bonifica i ragionieri dell’ente hanno fatto un calcolo approssimativo di spesa di circa un milione di euro.

Già precedentemente l’ente di Piazza Crocifisso è intervenuto a seguito di alcuni sopralluoghi, da parte del personale dell’ufficio ambiente comunale e degli agenti della Polizia Locale, che rilevarono la pericolosità del materiale abbandonato. In tale circostanza, il comune di Angri impiegò circa 5mila euro per evitare la frammentazione delle fibre in amianto ed il conseguente rischio. Per dare una risposta definitiva ai suoi cittadini e smaltire gran parte dell’amianto presente sul territorio cittadino lo scorso aprile, Mauri portò all’attenzione del consiglio comunale una rimodulazione del riparto fondi della legge 219 e la 32 da destinare, oltre che agli interventi a favore delle strutture scolastiche del territorio, anche alla bonifica delle aree una volta sito dei prefabbricati post sisma 1980.

Luciano Verdoliva