Scafati. Centro anziani, arriva l’epilogo

Centro anziani Villa Comunale, si avvicina la data delle elezioni e la fine del commissariamento. L’assessore alle Politiche Sociali Annalisa Pisacane e il presidente dell’omonima commissione Teresa Formisano, di concerto con il commissario Giacomo Ferrara questa settimana dovrebbe sciogliere le riserve e fissare la data. Molto probabilmente si voterà entro il mese di marzo e presso il centro stesso.

Arriva finalmente l’epilogo di una vicenda che ha visto i nonnetti di Scafati contrapposti in fazioni diverse, quella minoritaria legata ad Antonio Sciannimanico contro la maggioranza vicina al presidente uscente Gennaro Cirillo. Uno scontro che non ha risparmiato parole pesanti, accuse non velate fino ad una vera denuncia sporta alla Guardia di Finanza di Scafati. Cirillo è infatti accusato dai contestatori di una gestione economica del centro poco chiara e trasparente. Le fiamme gialle qualche settimana fa hanno raccolto presso la sede in villa comunale tutta la documentazione utile, oltre ad aver ascoltato in caserma i protagonisti.

Il centro anziani vive un clima teso da mesi, sia per i ripetuti atti vandalici subiti, dall’incendio dei locali fino al furto di un climatizzatore avvenuto la settimana scorsa. Ben due consigli comunali non sono bastati a porre fine alla vicenda, due sedute istituzionali per modificare il regolamento ed evitare di fatto la rielezione di Cirillo. Nonostante questo si attende comunque il parere dell’ufficio Avvocatura guidato dall’avvocato Francesco Romano, per sciogliere ogni riserva e chiarire i dubbi. La fazione legata a Sciannimanico è decisa a tenere fuori l’ex presidente da qualsiasi carica, ma nonostante le due modifiche apportate allo statuto, sembra che l’ex presidente non può essere eletto al suo terzo mandato, ma può invece essere eletto consigliere.

Le nuove regole vedono il presidente eletto direttamente dai soci iscritti, ma questi può essere però sfiduciato dal comitato di gestione. Una prospettiva poco gradita agli oppositori di Cirillo, perché se quest’ultimo riuscisse a conquistare la maggioranza dei consiglieri del comitato, arriverebbe a “controllare” di fatto l’operato del presidente, che sarebbe costantemente sottoposto alla “minaccia” della sfiducia. Sciannimanico è però battagliero, non ha temuto nel formulare accuse pesanti e piuttosto gravi, anche pubblicamente, nei riguardi del rivale, e non teme la sfida elettorale.

Il centro è stato commissariato a gennaio, a guidarlo l’impiegato dell’ufficio casa Giacomo Ferrara. Nel contempo si è proceduto a nuovo tesseramento con regole più ferree, onde evitare “tessere regalate” infatti ogni socio ha dovuto presentarsi presso gli uffici comunali di via Oberdan personalmente, vietata la delega. Questo non ha impedito a oltre 600 nonnini di iscriversi al centro.

“Abbiamo chiesto un parere del legale affinché sia fugato ogni dubbio sull’applicazione del regolamento – spiega Teresa Formisano – da parte nostra ci auguriamo che le elezioni possano ristabilire gli equilibri e mettere fine alle polemiche”.

Seppur il centro è autogestito, la politica non è mancata di entrare in esso: seicento anziani sono pur sempre seicento elettori. A prendere posizione a sostegno della minoranza è stato il consigliere del Cotucit Michele Raviotta, promotore della modifica del regolamento che ha vietato al presidente uscente (al secondo mandato) di potersi ricandidare di nuovo.

“E’ giusto che ci sia un ricambio, c’è gente che da anni guida il centro, creando di fatto una cappa di potere” spiegò in consiglio comunale Raviotta. Volevano invece elezioni immediate il Partito Democratico, che contestò il commissariamento e l’esclusione di Cirillo. Da precisare che quest’ultimo è padre di un dirigente dei democratici. Una battaglia politica che addirittura provocò la messa in minoranza del sindaco Pasquale Aliberti. Il primo cittadino durante l’assise pubblica ha sempre tenuto fede alla sua volontà di “restarne fuori”, votando no alla modifica del regolamento, come proposto da parte delle minoranza.
Questo provocò la spaccatura in maggioranza, che votò invece a favore. Certamente un voto non politico, ma che spiega perfettamente il clima che ruotava attorno al centro. O meglio ai centri, perché nell’anno passato anche il centro di San Pietro fu coinvolto dalle polemiche relative alla sua gestione economica. Recentemente invece l’attenzione si è spostata anche sul centro di Santa Maria delle Grazie, dove sono state “congelate” le elezioni di ottobre in attesa di un parere dell’avvocato Romano. Ad essere stato eletto presidente il papà, pensionato, di un assessore della giunta Aliberti.

Adriano Falanga