Scafati. La gita si trasforma in un’odissea, la denuncia della mamma di un bimbo disabile

Questa che stiamo per raccontare è una triste vicenda, che vede coinvolto un bambino di 10 anni, disabile. “Ogni anno la stessa storia – racconta la giovane mamma –, ogni volta che viene organizzata una gita scolastica finisce che il mio bambino resta fuori, perché nessuno si ricorda di prevedere un pulmino idoneo al trasporto di disabili”. L’allievo, che per spostarsi usa una carrozzina elettrica, frequenta la quinta elementare nel plesso di Via Della Resistenza. La scolaresca, ieri, è stata in gita al castello di Itri, alle porte di Roma. Ma il bambino ha trovato un bus inadatto a poterlo trasportare.

“Già negli anni passati ho dovuto accompagnare io mio figlio sul luogo prescelto, con la mia auto – continua la mamma– e anche quest’anno, nonostante la problematica fosse ampiamente nota, ho dovuto accompagnarlo con la mia auto”.

La donna e il bambino, amareggiati e delusi, hanno seguito l’autobus fino ad Itri, ma giunti sul posto si sono imbattuti in un’altra spiacevole sorpresa: la struttura, infatti, non era idonea ai portatori di handicap e il bambino sarebbe stato costretto ad aspettare i compagni all’esterno. “Mio figlio è giustamente scoppiato in lacrime, si è sentito profondamente offeso ed escluso”, aggiunge la mamma, che minaccia di rivolgersi anche alle autorità preposte. Una disattenzione può essere plausibile se fosse accaduta al primo anno, ma non certo in una classe giunta in quinta, e questo è successo ogni anno, stando alle dichiarazioni della mamma. Della vicenda è stato informato anche l’assessore Filippo Accardi, delegato alla Pubblica Istruzione, che ha promesso di convocare dirigenti e insegnanti per fare chiarezza sul caso.

Adriano Falanga