Scafati. La gita si trasforma in un’odissea: è scontro scuola famiglia

“E’ stata la mamma a voler accompagnare il bambino con l’auto alle gite fatte in questi anni. E’ per questo motivo che on abbiamo chiesto il bus con lo scivolo per il trasporto della carrozzina”. Si difendono la dirigente scolastica Elvira Medugno e l’insegnante di sostegno professoressa Schettino, dalle accuse della famiglia del bambino disabile della quinta elementare del plesso di via Della Resistenza, di aver fatto viaggiare il figlio con l’auto dei genitori a seguito del pullman, non attrezzato per il trasporto di un disabile.

Secondo l’accusa della famiglia, la scuola – sistematicamente ogni anno – non avrebbe mai previsto il bus per poter far viaggiare il figlio con i compagni di classe, comportando il viaggio separatamente a carico dei suoi genitori, con propri mezzi.

“Era la mamma a preferire questa opzione, è per questo che non abbiamo preso il bus con lo scivolo – la secca smentita dell’insegnante di sostegno e della preside -. Siamo molto amareggiati per questa accusa che mortifica il nostro lavoro che facciamo con dedizione e sacrificio da anni”.

Versione fortemente in contrasto con quanto ribadisce la mamma: “ho chiesto di accompagnare io mio figlio solo i primi anni, perché era piccolo. Poi ogni anno è andata così, ma solo perché il bus non era disponibile. Quest’anno poi, mio figlio mi aveva chiaramente chiesto di voler viaggiare con i compagni, con i quali ha legato tantissimo, ma quando l’ho detto alle insegnanti mi è stato risposto che era troppo tardi, perché il bus era stato già noleggiato”.

Destinazione Itri, dove i bambini avrebbero dovuto assistere ad uno spettacolo organizzato in una struttura che si è rivelata non idonea per i portatori di handicap. “Non è colpa nostra – la replica della Medugno e della Schettino – nella email all’associazione che ha organizzato lo spettacolo per i bambini avevamo esposto la presenza del disabile. Non sapevamo di trovare questo ostacolo”.

Ad ogni modo, alle rimostranze della mamma e alle lacrime del bambino le insegnanti si sono attivate per far sì che lo spettacolo si spostasse fuori.
Da questo momento in poi la gita sarebbe proseguita serenamente, con la piena partecipazione di tutti i bambini.

Sia la scuola che la famiglia starebbero valutando l’ipotesi di adire le vie legali per sostenere le loro versioni. La vicenda finirà sicuramente anche in commissione Pubblica Istruzione, oltre che all’esame dell’assessore Filippo Accardi.

“I bambini hanno tutti gli stessi diritti ed è giusto che vengano trattati in eguale misura, se necessario anche attraverso una nostra maggiore attenzione – così Brigida Marra, presidente della commissione, che però premette – ho sempre notato attenzione da parte delle insegnanti verso i bambini con difficoltà, è opportuno che senta prima la scuola e capisca quale sia stato il vero problema. Non escludo di convocare la dirigente e le insegnanti già dalla prossima settimana”.

Adriano Falanga