Scafati. L’accusa di Cucurachi: “Addio riqualificazione Vetrai e palazzo Mayer”

Addio alla riqualificazione del Quartiere Vetrai, alla ristrutturazione di Palazzo Mayer e all’isola Ecologica di via Della Resisitenza. Tre progetti stralciati dal programma del Più Europa e i cui fondi (circa 4 milioni di euro) sono stati dirottati in opere di manutenzione stradale, più veloci rispetto agli altri tre, siccome il Più Europa prevede la rendicontazione della spese entro fine 2015. “Il sindaco ed i suoi sodali, hanno deciso di utilizzare, a proprio uso e consumo, i fondi stanziati dal Più Europa, invece di pensare a cosa sarebbe stato più giusto fare per riportare in auge la nostra Città”, a lanciare la polemica è il consigliere del Partito Democratico Marco Cucurachi.

“Nella delibera di Giunta si legge che a seguito dello stanziamento dei fondi europei da parte della Regione Campania per la campagna PO FESR 2007/2013, è stato previsto l’utilizzo degli stessi per la “Rigenerazione Urbana e qualità della Vita “, con l’obiettivo specifico di “ sviluppare un sistema policentrico delle città, aumentare la coesione sociale ed innalzare il livello di qualità della vita, la competitività e l’attrattività dei sistemi urbani territoriali – spiega Cucurachi – Tuttavia il Sindaco ed i suoi assessori hanno deciso di effettuare una riprogrammazione degli interventi che avrebbero beneficiato dei suddetti fondi, stralciando le somme destinate a quelle opere per convogliare le stesse su progettini da campagna pre- elettorale”.

Secondo l’avvocato presidente della commissione Garanzia, l’ordinaria manutenzione stradale è altra cosa rispetto alle opere che sono state stralciate. “Le opere che non vedranno mai compimento sono: la riqualificazione del Quartieri Vetrai, fulcro e storia della Nostra Città, che aspetta da anni di ritornare ad occupare il posto che merita, in una Scafati che ha dimenticato le sue origini; il restauro di Palazzo Meyer, simbolo della Torre Merlata Scafatese, il quale da troppi anni versa in uno stato di incuria e degrado, i cui lavori talvolta effettuati sono serviti sempre a tamponare il disagio quotidiano in cui sono costretti a lavorare i dipendenti, specie dopo gli allagamenti dell’inizio dell’anno; l’Isola Ecologica di Via della Resistenza, la quale avrebbe ottimizzato, con molta probabilità, il livello di raccolta differenziata della Città, agevolando gli Scafatesi nella distribuzione dei rifiuti in un altro impianto di supporto all’unico esistente in via Diaz.

Tutte le opere descritte non vedranno mai la luce, in quanto il Sindaco ha deciso di utilizzare quei fondi “per la riqualificazione e la messa in sicurezza del territorio della Città di Scafati”, intendendo come tale la spesa di fondi europei per rifare il manto stradale, costruire rotatorie e rifare piazze che non versano in uno stato di degrado come i Quartieri Vetrai”. Ufficialmente l’amministrazione ha motivato la scelta di dirottare i fondi in quanto sui Vetrai incombono i lavori per la nuova rete fognaria, mentre per Palazzo Mayer occorrono una serie di interventi strutturali non previsti dal progetto e quindi bisogna riprogettare il tutto infine sull’isola ecologica si prevede, nell’ambito del nuovo strumento urbanistico in approvazione, una diversa dislocazione sul territorio di tali strutture.

“Mi chiedo se gli Scafatesi sono disposti ad essere presi ancora in giro, soggiacendo a questi giochini da campagna pre – elettorale, radicati in una mentalità arcaica, caratterizzata dall’operosità solo nei periodi storici in cui si approssima la chiamata alle urne” conclude Cucurachi. Attualmente la città di Scafati è interessata da diversi cantieri in opera, tutti inerenti la riqualificazione urbana. Per quanto riguarda invece le cosiddette “grandi opere” del Più Europa, da un lato si è avuta l’uscita di scena dell’Urban Center mentre il Polo Scolastico è fermo allo stato iniziale di scavo e su cui pende un contenzioso con la ditta appaltatrice Tyche. La nuova rete fognaria, dopo una serie di rinvii, è ufficialmente prevista in avvio “entro l’estate”.

Adriano Falanga