Scafati. Regionali, sfuma il candidato unico del PD

Doveva essere la strategia dell’unità, invece la scelta di trovare un candidato unico espressione del Pd locale è diventata materia di spaccatura. E così non solo non è emerso un nome condiviso, ma si è arrivati anche ai ferri corti tra la segretaria Margherita Rinaldi e il consigliere Marco Cucurachi.

Sia chiaro, nessun abbandono, ma una forte divergenza di vedute, con qualche parola pesante. Nonostante i buoni intenti iniziali e le ripetute riunioni del direttivo presso la sede di via Giovanni XXIII°, il Pd scafatese e i suoi cinque consiglieri comunali non avranno, con ogni probabilità, nessun candidato unico in una lista a sostegno di Enzo De Luca. Cambiare tutto per cambiare nulla, i tempi purtroppo si sono rivelati non maturi, complice forse le forti (e solite) pressioni esterne di chi il partito lo ricorda solo nelle competizioni elettorali, o forse complice l’inesperienza della segreteria, o ancora l’ambizione di qualcun altro, fatto sta che il centrosinistra scafatese non è riuscito a compattarsi.

Si ripeterà quindi il solito copione, Scafati terra di conquista straniera e dei capibastone di provincia. Si è voluto provare a fare una sintesi tra le diverse anime del partito, ma è stato come giocare a nascondino, alla fine l’ultimo arrivato ha fatto il “liberi tutti”, sdoganando le intenzioni comuni. Via libera agli accordi trasversali dunque, perché non essere riusciti a individuare un nome fornisce una valida motivazione a coloro che in un primo momento si erano dichiarati già vicini a diversi altri candidati. Michelangelo Ambrunzo con Donato Pica e Anna Petrone, Nicola Pesce fedele all’ex ministro socialista Carmelo Conte sosterrà il figlio di quest’ultimo: Federico, mentre Cucurachi ritorna al suo legame con i fratelli Valiante, puntando molto probabilmente su Silvia Pisapia, da loro supportata. In una prima fase il Pd aveva provato a fare sintesi sul nome della Rinaldi, la giovane segretaria pensava di bissare l’unità sul suo nome, come da congresso cittadino.

Non è andata così, perché parte del gruppo consiliare e del direttivo si è spaccato. Cucurachi non ha mai gradito questa opzione, preferendo la sua persona alla Rinaldi. Alla fine sul tavolo di De Luca era finita una rosa di nomi, il più papabile era Gennaro Velardo, a sua volta disposto a fare un passo indietro nel caso (sembra) ci fosse stata la discesa in campo con Campania Libera di Pasquale Coppola, il presidente del consiglio comunale eletto nella maggioranza alibertiana ma da tempo in rottura con essa, e che coltivava il desiderio di sostenere l’ex sindaco di Salerno, anche a costo di candidarsi con il centrosinistra. Il passato però è d’obbligo, perché in questi giorni Coppola dovrebbe ufficializzare si la sua candidatura, ma con l’Ncd e a sostegno di Stefano Caldoro. Resta in piedi la sola opzione di Velardo, ma oramai non ci crede più nessuno, prima perché non sarà candidato mai nella lista Pd, oramai chiusa, e secondo perché in molti hanno già confermato il sostegno ad altri candidati. Sfuma così la possibilità di compattare non solo il Pd ma anche l’intero centrosinistra.

Era stato chiesto infatti di essere della partita anche a Francesco Carotenuto, leader di Scafati Arancione e vicino a Nicola Pesce. Al giovane esponente del laboratorio politico non sarebbe dispiaciuto prendere parte al tavolo delle trattative, soltanto che nessuno gli ha chiesto di indicare un nome, ma solo di sposare quelli già scelti dal Pd. Mani libere anche per gli arancione quindi, nati sulla scia del movimento politico di Luigi De Magistris sindaco di Napoli, oggi sono autonomi politicamente, fermo restando la loro natura di laboratorio di centrosinistra.

Una dispersione di voti che non tornerà mai utile al partito su scala provinciale, ma che forse potrebbe giovare all’ex assessore alibertiano Espedito De Marino. Il noto chitarrista, con un lungo passato in consiglio comunale, sia con il centrosinistra che con Aliberti, è infatti candidato a sostegno di Enzo De Luca e a giorni sarà nota la lista di collocazione. Saranno elezioni regionali all’insegna della divisione quelle del 31 maggio, diviso il centrodestra e diviso il centrosinistra.

La carta migliore del mazzo è in mano a Monica Paolino, consigliere uscente e moglie del primo cittadino Pasquale Aliberti, anche se la candidatura quasi certa di Coppola rischia di togliere terreno consistente al suo bacino elettorale, che perderebbe molti pezzi importanti, tra consiglieri comunali in carica ed ex.

Adriano Falanga