Scafati. Arriva Caldoro, attimi di tensione e proteste

Al grido di “questo è solo uno spot elettorale”, gli attivisti grillini di Scafati in Movimento hanno a lungo contestato Stefano Caldoro. Sia prima che durante il piccolo comizio allestito in Piazza Garibaldi per la consegna del cantiere all’impresa Interga costruzioni Generali spa, il governatore uscente è stato più volte interrotto dai manifestanti.

Secchi (richiamando i frequenti allagamenti della zona) cartelli e slogan sono stati mostrati all’indirizzo delle autorità presenti. Attimi di tensione quando il primo cittadino Pasquale Aliberti e consorte Monica Paolino hanno affrontato i manifestanti. “Crediamo che questo sia solo l’ennesimo annuncio elettorale, come hanno fatto due mesi fa per l’ospedale, che non solo non è stato aperto, ma i ministeri hanno rinviato al mittente il tanto proclamato nuovo piano ospedaliero. Chiediamo risposte, le opere vanno consegnate finite e collaudate, non solo inaugurate” ripetevano una decina di grillini. “Poche persone che non rappresentano la maggioranza della città – ha replicato Aliberti – la protesta ci può stare quando accompagnata da una proposta. Se c’è solo violenza e offesa allora non ha senso. Non dico che mi aspettavo applausi, ma data l’importanza dell’opera almeno il silenzio”.

Forze dell’ordine e Polizia Municipale con a capo il maggiore Alfredo d’Ambruoso presenti, ma mai è stato necessario dover intervenire. Con piglio deciso Caldoro ha risposto alle proteste: “A qualcuno non piace che si faccia qualcosa di utile per Scafati. Non c’è speculazione edilizia, non è come Salerno dove hanno fatto un palazzone di fronte al mare (il riferimento è chiaramente al Crescent ndr)”. A chi lo accusa di fare inaugurazioni in campagna elettorale ha ribadito: “Se l’impegno è il nostro, se abbiamo lavorato noi tutti, allora permetteteci di prendere i meriti, e di poterlo fare in campagna elettorale”.

Sminuisce sulla richiesta di chiarimenti relativamente al piano ospedaliero, posta dal Ministero e dall’Agenas: “questo non comporta una bocciatura, è solo una richiesta di chiarimenti, l’ospedale Scarlato non c’entra nulla, non hanno detto che non deve essere riaperto – poi la stoccata – l’ospedale è stato chiuso dal centrosinistra, noi l’abbiamo prima salvato e poi riaperto modificando il decreto 49”.

Adriano Falanga