Scafati Sviluppo in Tribunale, si rischia il fallimento

Stavolta il rischio è concreto, la Scafati Sviluppo spa rischia il fallimento. Depositata l’istanza presso il Tribunale di Nocera, l’udienza si terrà il 19 giugno davanti al giudice dottor Mario Fucito, prima sezione Civile delegata ai fallimenti. Ad aver presentato l’istanza un ex revisore contabile della partecipata che avanzerebbe crediti relativamente a precedenti incarichi svolti presso la Stu. La somma si aggira sui centomila euro. Al professionista, noto commercialista scafatese, potrebbero presto accordarsi altri creditori.

La Scafati Sviluppo, attualmente impegnata nella riqualificazione dell’area industriale Ex Copmes, progetto da 18milioni di euro, ha accumulato un debito di gestione frutto di anni di incarichi e consulenze elargite in virtù dell’unico progetto portato avanti e per cui sarebbe nata.

Ad oggi non è ancora chiaro a quanto ammonti il debito, seppur fonti sicure parlino di circa mezzo milione di euro. Le difficoltà nel far fronte alle richieste dei creditori nascono perché la sopravvivenza della Stu è legata esclusivamente alla realizzazione del progetto Ex Copmes. In poche parole, solo la vendita totale e definitiva dei lotti in costruzione potrebbe far incamerare la liquidità necessaria per la gestione della società. Il comune di Scafati, nella sua qualità di socio unico, non può intervenire.

Più volte la commissione Garanzia ha convocato i vertici della società Antonio Mariniello (presidente) e Mario Ametrano (amministratore delegato) per una giusta ricognizione del debito, ma ad oggi non avrebbe ancora risposto nessuno, almeno ufficialmente. Negli ultimi tempi lo stesso progetto avrebbe subito un rallentamento, a causa di alcuni promissari acquirenti che avrebbero chiesto di lasciare. I soldi che lentamente, seppur tra difficoltà, la Stu incamera dagli acconti versati in relazione ai diversi Sal raggiunti, vengono sistematicamente girati all’impresa appaltatrice, che più volte avrebbe lamentato una non regolarità nei pagamenti.

Silenzio da Palazzo Mayer sulla vicenda: “la questione sarà affrontata in Tribunale, non sui giornali” è la risposta dell’ufficio stampa, mentre un no comment arriva anche dall’assessore Diego Chirico e dal presidente della Stu, dottor Antonio Mariniello.

Pochi giorni fa si è tenuto un consiglio di amministrazione per discutere la delicata vicenda, sembra che l’idea prevalente sia di arrivare ad una sorta di concordato con i creditori. A questi vanno chiaramente riconosciuti debito e interessi, ma solo dopo aver concluso il progetto di riqualificazione dell’area che fu della Alcatel Cavi.

Il difficile è convincere tutti ad accettare, perché il rischio è che una volta aperta la procedura di fallimento, i creditori decidano di accodarsi rinunciando all’accordo bonario. Sarebbe un grosso rischio per il proseguo del progetto, che comunque sarebbe arrivato ad un avanzato stato di realizzazione, con i primi due lotti in procinto di essere terminati.

Adriano Falanga