Agro Invest, nuova mission per salvare la società dal fallimento

Una protesta che si è trasformata nell’occasione per rilanciare proposte vecchie e nuove. Durante l’occupazione della sede di Agro Invest Spa, avviata ieri mattina, i dipendenti hanno presentato la loro “ricetta” per salvare la società dal rischio fallimento.

Questi alcuni dei punti messi nero su bianco su un cartello affisso nella sala riunioni: “Centrale unica di committenza, ampliare le attività ad altri settori, consulenza su progetti finanziabili con fondi europei, attività di supporto alla programmazione e allo sviluppo territoriale”. Idee illustrate all’amministratore delegato Guido Calenda.

L’AD, dopo aver comunicato che ieri sono stati pagati i due stipendi arretrati, ha annunciato la convocazione di un Consiglio di Amministrazione per discutere delle strategie da mettere in campo per il futuro. La sindacalista della Cisal, Lucia Pagano, ha proposto che alla riunione siano invitati anche i delegati sindacali.

I nodi da sciogliere sono tanti. Senza una nuova mission, la Stu potrebbe avere vita breve e i dipendenti potrebbero ritrovarsi in mezzo ad una strada. Lo ha ribadito ieri lo stesso Guido Calenda: “La struttura è sovradimensionata – ha affermato alla presenza di dipendenti –. A giugno la cassa integrazione scade e gli stessi lavoratori sanno già che qualcuno in più c’è. Ce la metteremo tutta per portare avanti questa società di alto livello. Dai lavoratori sono arrivate delle ottime proposte per ampliare la mission”.

Una boccata d’ossigeno potrebbe arrivare grazie ai finanziamenti che la Regione dovrebbe concedere per la realizzazione dei Pip a Scafati e a Sarno. “50 milioni di euro che potrebbero garantire longevità alla società”, ha concluso l’AD.

Lucia Pagano, dal canto suo, invita alla cautela sulla questione esuberi. “Si parla di sovradimensionamento, ma in base a quale piano industriale? – ha commentato -. Agro Invest così come la Patto dell’Agro per me possono contribuire alla risoluzione dei problemi del nostro territorio. Non sono strumenti ormai al capolinea, ci sono professionalità elevatissime grazie alle quali si potrebbero realizzare grandi opere pubbliche e grandi progetti attingendo ai finanziamenti europei”.

Propone, invece, il commissariamento della società il membro del CdA, Giuseppe Maiorino. “I dipendenti hanno tutta la mia solidarietà e il mio appoggio – ha dichiarato -. La società da tempo è stata abbandonata dai suoi vertici. C’è bisogno di una scossa a livello aziendale. La mia proposta è quella commissariare la società”.

Tiziana Zurro