Bottone a Gambino: “Pagani non merita di essere maltrattata per qualche voto in più”

Il sindaco di Pagani, Salvatore Bottone, replica al consigiere regionale Alberico Gambino, che ieri con una missiva lo aveva duramente criticato.

Ecco il testo integrale della lettera di Bottone:

“Egregio Consigliere Regionale,
pur non essendo mia abitudine diffondere missive che dovrebbero avere carattere di riservatezza, mi ritrovo moralmente obbligato verso la città ed i cittadini, che in qualità di Sindaco rappresento, a diffondere la lettera che segue.

Debbo, infatti, costatare che – come ormai da prassi consolidata – le comunicazioni che recano la Sua firma ed a me indirizzate giungono, ancor prima che al destinatario, agli organi di stampa. È evidente l’azione mediatica che incessantemente e smisuratamente si rincorre nel tentativo di restare sull’onda di una campagna elettorale dove ancora si “usa” il cittadino come fosse una spugna alla quale far assorbire di tutto. Dire, costruire, eludere, attaccare. Tutto purché se ne parli.
Le confido che, dopo aver letto le Sue parole, ho dovuto riflettere per cercare di individuare aspetti concreti nella Sua esposizione; aspetti, mi comprenda, che non fossero solo appena accennati e arricchiti con considerazioni del tutto personali. Non c’è, infatti, in alcun punto della Sua lettera un riferimento concreto, una citazione, un numero o un documento atto a dimostrare quanto da Lei ingiustamente affermato.

Chi mi conosce sa che non amo gli scontri, non perché ad essi io non sappia tenere testa, ma perché sono convinto che amministrare non è attaccarsi reciprocamente, amministrare è un’altra cosa. È lavorare nell’esclusivo interesse della città, è risolvere i tanti problemi che oggi ci ritroviamo a gestire con non poche difficoltà, è evitare di perdere tempo nello scrivere pagine e pagine di risposte ad attacchi inconcludenti che sanno solo di campagna elettorale. E tutto, pur di provare (invano) ad indossare la casacca dell’ “Eroe senza macchia e senza paura”

Si parla di un’amministrazione inesistente ed inconsistente, tutta dedita a propalare slogan e promesse, rinviando soluzioni a problemi come Parco Urbano, manutenzione delle strade, Auditorium e altro.
Bene. Potrei chiederLe, da dove vogliamo iniziare? Dal Parco Urbano, dall’Auditorium, dalle scuole?

In qualità di ex Sindaco di questa città dovrebbe conoscere bene lo stato dell’arte di ogni singolo tema citato. In teoria e per onestà intellettuale – se non è chiedere troppo – dovrebbe avere il buon senso di non additare a questa Amministrazione, presente da poco meno di un anno, responsabilità ereditate dal passato.
Un passato del quale, come Lei bene ha fatto a ricordare, ha visto anche la mia presenza, ma dal quale ho preso ufficialmente le distante, e con me tanti altri allora consiglieri comunali, proprio per l’impossibilità a prendere parte ad attività amministrative delle quali, troppo spesso, non si riusciva a venirne a conoscenza.

In merito al Parco Urbano, purtroppo quel luogo è giunto ad un punto in cui non solo esso rappresenta una offesa al decoro urbano, ma costituisce anche pericolo per la pubblica e privata incolumità. Inoltre, come Lei dovrebbe sapere, al momento – non essendo in grado di garantire il ripristino di quell’area sia per le risapute difficoltà economiche e sia per la ridotta dotazione organica – questa Amministrazione ha avviato la procedura per la gestione dello stesso con apposita delibera (D.G. n. 62 del 17/04/2015) per dare finalmente dignità ad un’area che deve essere a servizio della collettività.

Capitolo a parte il Centro Sociale. Un argomento sul quale è facile fare demagogia o ergersi a paladini delle associazioni, per le quali ho troppo rispetto per credere che cadano nella vecchia tattica della comprensione pre-elettorale. Una gestione, quella del Centro Sociale che ha visto, negli anni e come ad oggi si evince dagli atti prodotti dalla Commissione, una serie di nefandezze.

Egregio,
spesso, troppo spesso, Lei mi invita a prendere le responsabilità che derivando dal ruolo che democraticamente e liberamente questa città mi ha affidato. Non posso che sottolineare, semmai vi fosse la necessità, che è proprio perché opero nel pieno rispetto della legittimità amministrativa e conscio delle responsabilità che mi competono, che questa Amministrazione ha aperto il capitolo “Centro Sociale”.

Prima di tutto, dovrebbe sapere che il regolamento per la gestione di quello spazio, non ha mai previsto l’affidamento diretto ad associazioni che, seppur meritevoli, dovevano rispondere ad un avviso, eppure gran parte delle autorizzazioni portano la Sua firma, quasi come fosse gestione “ad personam”, e soprattutto, le associazioni assegnatarie erano tenute a corrispondere un irrisorio corrispettivo economico a copertura delle spese di gestione ordinaria.
E proprio questa maldestra gestione ha causato i problemi che oggi mi trovo a gestire.

Associazioni che non hanno mai pagato perché da Lei indicate quali assegnatarie di stanze in forma gratuita, altre che – pur avendo un contratto – ormai da tempo non versavano le dovute mensilità. O altre, come l’ass. Pisanka, da Lei più volte citata, oltre alla gratuità beneficiava anche di un contributo economico annuo. Stessa situazione, per intenderci, che ha visto protagonista il Circolo dei Cacciatori e che oggi, questa Amministrazione sta definitivamente risolvendo. E nonostante ciò Lei parla di struttura “legittimamente occupata e detenuta da anni”? Probabilmente ne è realmente convinto ma è stata proprio la modalità di attribuzione scelta che non ha garantito eguale diritto di accessibilità alla struttura a tutte le associazioni meritevoli del territorio che pure ne hanno i requisiti. Ed è proprio per questo motivo che, anche per il Centro Sociale, si procederà ad avviso pubblico. Consapevole delle decisioni prese, Le dico che il Sindaco è tenuto a preoccuparsi della città, è tenuto ad amministrare responsabilmente, a rispettare le norme e non a diventare il beniamino del pubblico – a discapito dello stesso. La Casa Comunale non è un palcoscenico dove si recita a tutti i costi la parte del “bel protagonista”, ma un luogo in cui si lavora nell’esclusivo interesse del cittadino.

Non so fino a che punto Lei potrà comprendere le mie parole: abbiamo due punti di vista totalmente diversi di concepire la res publica – ora più che mai da che rivesto la carica di Primo Cittadino – e mi scusi la presunzione, il mio è quello corretto.
I miei non sono piagnistei, come scrive, ma oggettiva realtà.

Può avere, forse, la sfacciataggine di negare le precarie condizioni economiche in cui ho trovato l’Ente? E non certo per i tre anni di commissariamento. Può negare l’esistenza di un piano di riequilibrio economico al quale siamo assoggettati e della spada di Damocle del pre-dissesto che pende sulla città?
Perché già nel luglio 2010, quando a guidare la città c’ero io quale Sindaco Facente Funzioni, con la mia piccola e ostacolata amministrazione, ho avuto il coraggio e la responsabilità di prendere seri provvedimenti, di chiudere Istituzione e Fondazione e di ridimensionare la Multiservice. Tutto ciò per cercare da subito di arginare l’emorragia economica causata da scelte tese a mantenere, allora sì, equilibri politici di una maggioranza ostentatamente compatta e della quale, Le ricordo ancora una volta, già non condividevo alcuna azione politica ed amministrativa. Perché, è bene ricordarLe, il 2010, anno durante il quale ricoprivo la carica di Sindaco f.f., ha registrato per le casse comunali, un abbattimento pari a circa 1 milione e mezzo di euro di futili spese nelle quali rientravano, ad esempio, l’auto istituzionale per oltre € 30.000, il reimpiego di 2 agenti di polizia municipale messi a Sua completa disposizione o ancora le migliaia di euro annue spese per il sapone nel bagno istituzionale.

E questo è solo un ristrettissimo elenco di infantili assurdità che, mi permetta di affermare, hanno contraddistinto la Sua azione politica e della quale, di certo, non posso essere tacciato quale responsabile.

Ad oggi, invece, con enormi sacrifici, questa Amministrazione, da un disavanzo di circa 5 milioni e 75 mila euro – certificato con piano di riequilibrio – ha ridotto arrivando ad un disavanzo di 3 milioni e 780 mila euro.
Comprendo (anche se non condivido) la necessità di provare a raccogliere consenso elettorale a tutti i costi, ma non accetto che lo faccia “giocando” sulle spalle di questi cittadini e di questa città di cui ripetutamente ed incessantemente osanna, fittiziamente, amore incondizionato.

Egregio,
Lei parla di fatti inconfutabili e dimostrati? Fatti che trovano fondatezza in che modo e con cosa?
Fatti inconfutabili, dimostrati e dimostrabili sono, piuttosto, gli infiniti atti da Lei lasciati in sospeso, o peggio, decantati come conclusi, a suon di slogan, proclami ed inaugurazioni, e che solo oggi con il mio intervento vedono un reale processo di realizzazione.
Un esempio è la costruzione dei nuovi loculi cimiteriali, a suo tempo illustrati come di imminente realizzazione, anzi fatti…prima ancora che detto. Ad oggi, nella volontà di dare una reale risposta ai cittadini che in quel progetto hanno investito dei soldi, si scopre che quel terreno non era mai stato espropriato. Dove era Lei, Sindaco, quando ciò avveniva? Se è così attento al lavoro che questa Amministrazione porta avanti e se negli anni ha compreso il funzionamento della macchina comunale (anche se nel leggere le Sue missive mi sovviene qualche lecito dubbio), dovrebbe sapere che oggi, proprio la stessa Amministrazione che Lei taccia di lentezza ed incompetenza, ha proceduto prima a completare l’iter di esproprio e poi a dare seguito a quanto necessario alla costruzione (D. G. n. 48 del 01/04/2015 e atti consequenziali).
Preferisce ricordare la zona PUA e gli espropri mai effettuati con contenziosi non conclusi o quelli relativi a via Tipaldi e via Padre Sorrentino? O ancora vuole che Le rammenti della “Piscina” per la quale oggi questa Amministrazione si è vista recapitare una richiesta di risarcimento danni di oltre 400mila euro? E questa è solo una parte infinitesimale degli esempi che potrei portarLe circa l’inconcludenza e la superficialità che ha contraddistinto la Sua azione amministrativa e alla quale oggi, questa Amministrazione, lavora per porre rimedio nel bene di Pagani.

Continuando, Le suggerisco di non trascorrere il tempo a pensare se e quando deciderò di approdare in un partito: voglio tanquillizzarLa, di certo non sarà quello nel quale Lei ha trovato casa, dopo Forza Italia. Non ho rapporti o interessi da tutelare con alcuno, men che meno con soggetti che ricoprono cariche di presidenza. In quanto allo staff, dovrebbe comprendere la necessità di un Sindaco di avvalersi di stretti collaboratori per tutte le attività funzionali al buon andamento dell’azione di governo; Lei più di tutti non dovrebbe avere reticenze su questo punto. Sono pubblici i dati dei bilanci che la vedevano Sindaco quando migliaia di euro erano destinati proprio a questo capitolo.
E ancora. Mi permetto di continuare nell’indirizzare alla Sua persona qualche altro consiglio. Non perda tempo ad immaginare Comitati di Gestione dell’Auditorium che – seppur fatti – non serviranno di certo a garantire equilibri di Giunta o di rappresentanza. Considerazioni, le Sue, che hanno natura esclusivamente personale. La Giunta da me guidata è fatta di persone perbene, con una propria professionalità, indipendentemente dal ruolo amministrativo che ricoprono e che per tale motivo lavorano nell’esclusivo interesse della città.

Le vorrei portare a memoria, a proposito dell’Auditorium Sant’Alfonso Maria de’Liguori, che non meno di qualche mese fa ho ricevuto una Sua missiva relativa alla gestione dello stesso, con la quale mi “suggeriva” di “affidare” all’associazione Casa del Libro la gestione esclusiva dell’Auditorium di Piazza Sant’Alfonso.
Bene. Non dovrei essere io, vista l’esperienza amministrativa da Lei maturata – prima come Sindaco e poi come Consigliere Regionale – a spiegarLe che ogni affidamento di beni dell’Ente deve avvenire, nella massima trasparenza dell’azione amministrativa, con bando ad evidenza pubblica. Preferisco essere tacciato, ingiustamente e ripetutamente, di lentezza, ma rispettare il diritto di quanti – e sono tanti – hanno le caratteristiche per rispondere all’avviso pubblico, e non arrecare danni, anche economici, alla città nell’affidare a taluni piuttosto che ad altri la gestione di un bene come l’Auditorium solo perché magari il nome di un’associazione piace più di un altro.

A questo punto dovrebbe esserLe chiaro – spero – che è proprio per il rispetto che nutro per questa città e per tutti i cittadini, che lavoro per ripristinare il normale rispetto delle regole, in passato troppo spesso dimenticate. Poco importa se risulto impopolare. Mai una decisione difficile è accolta bene, ma Le confido, in tutta sincerità, preferisco alle luci del palcoscenico che vanno a discapito della collettività, il difficile compito dell’amministratore pensante che si impegna a risolvere problemi di vecchia data per evitare che domani Pagani si risvegli con ulteriori debiti o danni, così come è purtroppo accaduto già. Ci vuole tanta e tanta oculatezza, quella che Lei troppo spesso e maliziosamente confonde con lentezza, per poter rimediare ai danni commessi – sia chiaro ed una volta per tutte – dagli anni della Sua personalistica e personalissima amministrazione.
Concludendo, sono certo di essere stato chiaro, esaustivo ed esauriente, ma soprattutto di aver trasmesso in maniera inequivocabile un concetto: non si rivolga ai cittadini come se non fossero in grado di comprendere o di ricordare, siamo fatti di storia e ciascuno ha la propria.
Pagani non merita di essere “maltrattata” per guadagnare qualche voto in più.

Le campagne elettorali passano, le vittorie ma soprattutto le sconfitte vanno elaborate e superate, se si vuole lavorare per l’altrui bene. A volte, anzi spesso, ho la sensazione di trovarmi di fronte persone che sembrano bambini alle quali è stato tolto il giocattolo preferito e che proprio non riescono a farsene una ragione.
Per quanto mi riguarda continuerò a lavorare nell’esclusivo interesse della città, senza slogan.
Amministrare responsabilmente non è un proclamo ma un modo di guardare alla Pubblica Amministrazione. Perché è di gran lunga più edificante per tutti avere un’Amministrazione fatta di esseri pensanti e non di un re alla cui corte si recano giullari e cortigiane, pronti a soddisfare solo il proprio piacere”.