Scafati. Gettoni di presenza, liquidati i compensi ai consiglieri. Sull’albo scompare l’elenco nominativo

Liquidati i compensi ai consiglieri comunali inerenti il primo trimestre 2015. Circa 2500 euro in meno rispetto al trimestre di chiusura 2014. L’ultima determina aveva infatti liquidato 16.500 euro ai 24 consiglieri, mentre questo trimestre è stato chiuso con poco più di 14mila euro. Unico consigliere a rinunciare all’indennità, che è pari a 34,15 euro lordi per ogni seduta di commissione e consiglio comunale, è l’alibertiano Mimmo Casciello.

Dopo le polemiche del 2014, o forse per errore della segreteria, nell’albo comunale on line la delibera di pagamento dei gettoni di presenza non è stata accompagnata questa volta dall’elenco nominativo, dove si possono rilevare le presenze di ogni consigliere comunale e relativa indennità percepita. Una disattenzione che mette l’elettore in condizioni di non poter conoscere l’attività politica del suo eletto, oltre a non rispettare i criteri di trasparenza e controllo che ogni cittadino dovrebbe poter esercitare. Le polemiche furono sollevate perché nonostante le continue e ripetute sedute di commissione consiliari tenute regolarmente, un consiglio comunale mancava da mesi.

I compensi di questo trimestre sono frutto di sole sedute di commissioni consiliari, in quanto è stato tenuto un solo consiglio comunale il 31 marzo. Da chiarire che lo Statuto di Palazzo Mayer prevede un tetto al cumulo degli emolumenti percepiti, indipendentemente dal numero di sedute svolte, e che i consiglieri percepiscono solo il gettone di presenza, a cui può essere associato un rimborso spese di non oltre 500 euro.

Nel 2014 è risultato il più presente il civico di maggioranza Pasquale De Quattro, la sua frenetica partecipazione ai lavori istituzionali gli ha comportato una indennità lorda di 6.044 euro, più 500 di rimborso. Al secondo posto il consigliere di opposizione Michelangelo Ambrunzo, Pd: 5.703 euro più 542 di rimborso spese. Segue Michele Raviotta, consigliere civico di opposizione: 5.464 euro. Sopra i 5mila euro anche Nicola Acanfora (più 497 rimborso spese) e Bruno Pagano, entrambi esponenti di maggioranza. Al vertice opposto, i meno presenti sono stati Nicola Pesce e Filippo Quartucci, all’opposizione con il Pd e una indennità rispettiva di 409 e 580 euro. Segue poi Mario Santocchio, in minoranza con Fdi. All’avvocato un’indennità di 580 euro e 500 di rimborso spese.

Adriano Falanga