Nocera Inferiore. Stile (Pd): “Un Puc ingessato e demagogico”

Non accennano a rientrare a Nocera Inferiore le dure polemiche tra maggioranza e minoranza sul Piano urbanistico comunale. Con una lunga nota, l’esponente del Pd, Vincenzo Stile replica ai consiglieri di maggioranza De Maio, Trotta e Torre e rilancia le critiche al Puc.

“Ho firmato come membro del direttivo cittadino del Partito Democratico le osservazioni fatte al Piano Urbanistico Comunale (PUC) dal mio partito e sono convinto della bontà di tutto quello, che dopo un lungo dibattito interno (che anche personalmente ho sempre cercato di spronare) abbiamo proposto – scrive Stile -. Mi sento ambientalista, ecologista, ma ritengo infondate tutte le polemiche che ci sono in questi giorni: le esagerazioni e gli attacchi gratuiti fatti dal Sindaco alla presentazione del nostro documento, che hanno generato una secca, giusta e dovuta risposta da parte del mio partito, e le repliche sarcastiche fatte oggi dai consiglieri comunali di maggioranza De Maio, Trotta e Torre. Penso che le esagerazioni e gli attacchi gratuiti così come le risposte sarcastiche non servono a ignorare i problemi che ci sono”.

Poi, Stile entra nel merito: “Per la nostra città il PUC costituisce una messa in stand-by, le cui linee generali sono politicamente corrette, ma per esserlo troppo, poi alla fine non danno ala città la prospettiva di crescita economica necessaria perchè crea un’ingessatura che influirà negativamente, sulla crescita economica della nostra città. Infatti, pur volendo, sarà molto difficile, con queste regole, supportare l’esistenza e l’insediamento di nuove aziende agricole. Chi governa questa città è sicuro che il blocco nei terreni agricoli sancito dal PUC possa permetterlo? Economicamente sappiamo che l’agricoltura e il primo motore ed è la vocazione dell’economia dell’Agro, dalle aziende agricole, ne discende una filiera di imprese che si occupano di tutto: dalla raccolta al confezionamento dei prodotti agricoli, alla trasformazione, al packaging, ai trasporti e alla costruzione di macchine utensili per queste industrie, e ci sono pure delle eccellenze nazionali. Io lo chiamo sistema Agro Valley, a metà tra Silicon Valley e la Food Valley che sta attorno a Parma”.

L’esponente del Pd replica, poi, alle criitiche che si sono state rivolte al Pd: “Discutere e proporre questi argomenti deve corrispondere all’esagerazione di essere chiamati il partito dei “costruttori”, ( i quali, poi, stanno ovunque e comunque sono anche quelli che costruiscono opere di interesse pubblico, ristrutturano i centri storici recuperandoli, oppure opere ardite ad impatto zero). Inoltre non deve corrispondere all’altra esagerazione di essere chiamati il partito della disoccupazione, come se quella fosse peculiare solo di Nocera, oppure come se fosse colpa proprio di un partito che ha livello nazionale sta facendo di tutto per ridurla, ma è certo che sesi mettono in atto, con un PUC sbagliato, condizioni che potrebbero diminuire la presenza di aziende agricole nel nostro territorio, di certo, la disoccupazione aumenterà, perché si ripercuoterà per tutta la filiera agricola commerciale e industriale di trasformazione”.

E, ancora, altri dubbi:”Un PUC che dal punto di vista dell prospettiva economica pone anche altri interrogativi: come creare crescita per una città che si candida ad essere anche città di servizi, raggruppando tutti gli uffici amministrativi più importanti dell’agro, se si ha un PUC che non prevede opere di edilizia extra-residenziale volte ad ospitare uffici, centri direzionali, (costruiti si intende ad impatto zero, anzi zerissimo), dove questi servizi possano risiedere e dove possano lavorare tanti impiegati, giovani professionisti, magari con insediamenti facilitati che possano creare la base per studi professionali e uffici di rappresentanza e amministrazione delle industrie dell’Agro e delle sue start-up?.
Per quanto riguarda il decremento demografico che c’è in città, non credete che strutture di questo genere possano funzionare da attractor per l’insediamento i nuove famiglie che potrebbero metter su casa dove lavorano. Inoltre non si vedono incentivi che possano essere di supporto alla rigenerazione urbana dei centri storici, perchè, ci vogliono e sicuramente essi possono essere stabiliti anche senza che ci sia un ulteriore consumo del suolo. D’altronde se non si fa così, si corre il rischio di continuare a mortificare un settore come quello edilizio già mortificato e in crisi. Ci sono costruzioni e costruzioni e bisogna osare, si possono oggi fare i Boschi Verticali come a Milano, oppure si può costriure la cantina più grande del mondo in una collina coperta di vigne senza che questa si possa vedere e dare impatto, nemmeno da vicino, come la cantina Antinori, la più grande d’Europa costruita nel Chianti da Renzo Piano. Un Puc è un documento di programmazione e un conto è il giusto proponimento di evitare speculazioni edilizie ma un altro conto è togliere la possibilità di crescere, non osare, eliminare delle prospettive. Questa è la cosa più difficile da fare e da bilanciare ma questa è la risposta da dare”.

Il democratico pone, poi, una serie di questioni: “Come risolvere il problema del traffico di via Atzori e Via Napoli? Magari se prospettassimo la possibilità di interrare queste strade in sotterranei? E il fiume, per quanti altri anni ancora dovremo tenerci quest’ospite in città che ci porta tanto inquinamento e malattie? Non lo possiamo deviare?
E l’eliminazione dalla citta di tutte le fonti inquinanti come l’amianto? Per il welfare: un centro diuerno per disabili?”.

Infine l’appello: “sarebbe meglio sarebbe sederci a un tavolo e ragionare da persone che vogliono collaborare e che riconoscono di voler lavorare per la città, perchè Nocera è una città che deve dare un futuro ai propri cittadini e non deve, invece, dare la sicurezza di rimanere sempre la stessa”.