Scafati. Pd, dopo le regionali è scontro

Se la maggioranza è in fibrillazione, l’opposizione non se la passa meglio. Dopo Fratelli D’Italia, anche il Partito Democratico arriverà ad un duro scontro tra i suoi componenti. L’appuntamento è per stasera presso la sede di via Giovanni XXIII°. Ufficialmente si parlerà di analisi del dato elettorale, di fatto sarà un botta e risposta tra accusati e accusatori. A puntare il dito è Marco Cucurachi che ha individuato nella segretaria Margherita Rinaldi la principale artefice dello scarso risultato elettorale registrato alle regionali.

Secondo il consigliere comunale la dirigente si sarebbe opposta alla sua volontà di candidarsi a nome del circolo, nonostante avesse dalla sua buona parte del direttivo e del gruppo consiliare. Di contro la Rinaldi avrebbe deciso che solo il suo nome poteva compattare l’intero partito, essendo lei la segretaria. Come è andata è cosa nota oramai. Il partito si è frammentato in tanti piccoli gruppi sostenitori di diversi candidati.

Cucurachi ha trainato Silvia Pisapia, il capogruppo Vittorio d’Alessandro avrebbe invece “spartito i pani e pesci” mentre Nicola Pesce si sarebbe schierato per Federico Conte. Donato Pica e Anna Petrone sono stati supportati da Michelangelo Ambrunzo, mentre Filippo Quartucci sarebbe rimasto fuori dai giochi. Qualcuno lo ha voluto di fianco al forzista Lello Ciccone, con il quale il medico scafatese ha un’amicizia solida e di lunga data.

Parte del direttivo e dei Giovani Democratici sembravano vicini a Mariarosaria Vitiello, ma la dirigente provinciale è rimasta con il cerino in mano a meno di 200 voti. Voti che qualcuno le aveva promesso ma ha poi spostato su Luca Cascone e Raffaella Casciello, quest’ultima neanche candidata con Enzo De Luca. Una girandola di nomi che ha comportato una dispersione di voti, andando a danneggiare anche il candidato governatore, che nonostante la fase vincente, a Scafati ha perso un 16% di consensi rispetto al 2010.

Oggi il partito scafatese si ritrova senza riferimenti regionali, nessuno infatti è stato eletto tra i candidati più votati. Il capolista Franco Picarone si è attestato intorno ai cento voti, troppo pochi per farli pesare elettoralmente, come sono pochi anche quelli di Enzo De Luca. Scafati resta ai margini quindi e da Salerno si guarda con attenzione l’evolversi della situazione. Più che divisioni, occorre far fronte comune, almeno in questa seconda fase di consiliatura targata Aliberti.

Adriano Falanga