Scafati. Scontro a “Cinque Stelle”

Galeotto fu lo streaming del consiglio comunale. Mentre molti scafatesi più attempati cercano ancora di capire cosa sia lo “streaming”, il tema ha scosso la maggioranza provocando le quasi certe dimissioni di Stefano Cirillo dalla presidenza della commissione Statuto e addirittura spaccato ulteriormente il M5S.

I grillini, a Scafati, si sono “separati” dopo le elezioni amministrative del 2013. Un non brillante risultato provocò la nascita di due associazioni entrambe del meet up di Beppe Grillo. Da un lato Scafati Cinque Stelle, facente capo a Eugenio Panella, ex candidato sindaco, e dall’altro lato Scafati In Movimento, facente capo a Giuseppe Sarconio e Gennaro Avagnano.

Le due associazioni hanno vissuto in un apparente equilibrio fino a che Scafati Cinque Stelle, facendo eco alle parole del sindaco Pasquale Aliberti, avrebbe diffuso pubblicamente l’accusa del primo cittadino verso Scafati in Movimento, di aver in parte sostenuto alle Regionali la candidatura di Pasquale Coppola (Ncd).

Forse un’astuta mossa di Aliberti, voluta proprio nella consapevolezza della “rottura” dei due meet up. E così è stato. Da Scafati la questione si trasferisce a Roma, dove una delegazione di Scafati In Movimento incontrerà Roberto Fico, il parlamentare responsabile dei Meet Up pentastellati.

“I voti Coppola-Ciarambino emersi durante le elezioni – spiega Giuseppe Sarconio – sono frutto di elettori non iscritti al movimento che hanno voluto abbinare un candidato espressione del territorio con il candidato Governatore cinque stelle. Tanta gente non si riconosceva in Stefano Caldoro, sostenuto da Coppola. Sono tutti voti recuperati per la Ciarambino”.

Sarconio non lesina accuse: “Le loro sono solo chiacchiere da bar. Vogliono spostare l’attenzione dalla brutta figura che hanno fatto proponendo un regolamento streaming che faceva acqua da tutte le parti e attaccano la nostra associazione utilizzando ipotetici accordi da fantapolitica o definendo il nostro diritto a proporre un regolamento come una perdita di tempo”, continua ancora l’attivista di Scafati In Movimento, che minaccia pure azioni legali.

Infine la “sfida pubblica”: “Invitiamo l’Associazione Scafati 5 Stelle ad un pubblico confronto su temi importanti della città che con tutto il rispetto vanno oltre lo streaming e la raccolta degli oli esausti, vorremmo un confronto su temi come Pip, PUC, lavoro, commercio, viabilità”.

La querelle rischia seriamente di materializzare un nuovo caso “Cava Dei Tirreni”, dove già c’è stato uno scontro tra due meet up alle ultime elezioni comunali.

Adriano Falanga
Scafati cinque stelle