L’editoriale. Pagani. A un anno dal voto, nessuna emergenza è stata risolta

A un anno dal voto, a Pagani, si passeggia ancora tra cassonetti pieni, cartoni e ingombranti lasciati ai lati delle strade; si continua a parlare di bilanci lacrime e sangue, di cinghie da tirare e sacrifici. A un anno dal voto non si intravede alcuna prospettiva di sviluppo per il futuro. Le lamentele si sprecano sulle piazze reali e in quelle virtuali. Sui social Pagani continua ad essere associata all’emergenza rifiuti, alla mancanza di sicurezza, ai debiti da fronteggiare. Al centro del dibattito politico le beghe interne a una maggioranza che non è mai apparsa veramente coesa, la rimodulazione della giunta, le critiche feroci di una parte della minoranza.

Colpa del passato, dell’eredità che ci è stata consegnata, continua a ripetere – a mo’ di litania, in aula, dai palchi, per strada, nelle interviste – il sindaco Salvatore Bottone, dimenticando di essere stato parte integrante di un’amministrazione che ha governato per circa dieci anni: di essere stato presidente del Consiglio comunale, vicesindaco e finanche sindaco facente funzione durante l’era Gambino. “Distinto e distante”, si definì Bottone dopo lo strappo con l’ex sindaco Gambino e, da reggente, iniziò l’opera di risanamento dei conti che ancora prosegue a distanza di più di un lustro. Un’operazione necessaria, una svolta “virtuosa” inevitabile, considerata la mancanza di risorse risucchiate da anni di euforia, di eventi, di opere, di cosiddette “spese folli”, che pure erano state autorizzate da Bottone e dai suoi, presenti in giunta e in Consiglio comunale.

Ma il passato è in archivio: Pagani e i paganesi vogliono guardare avanti. Purtroppo, in città si respira un clima di rassegnazione e di sfiducia, tranne qualche sprazzo di entusiasmo che nasce da giovani pieni di buona volontà che con le loro associazioni organizzano manifestazione culturali e sportive, alle quali il Comune spesso si limita a concedere il patrocinio morale o qualche scarno contributo.

Ma, passiamo al nostro bilancio: procedremo per capitoli, soffermadoci su alcune delle questione più scottanti e più sentite.

1. Rifiuti: sancita in Consiglio comunale la volontà di lasciare il Consorzio di Bacino Salerno 1, tutto resta uguale a un anno fa. Le aliquote Tari sono al massimo e la città è sporca. Il servizio spazzamento lascia a desiderare, gli ingombranti abbandonati dai soliti incivili giacciono per settimane lungo le strade. I cassonetti nuovi sarebbero stati acquistati, ma sui marciapiedi si notano ancora bidoncini in pessime condizioni, rotti e con le scritte “Solo Fiori”, segno evidente che prima erano trai i viali del cimitero. Pare sia partita una campagna di sensiilizzazione alla differenziata, ma per ora se ne è sentito solo parlare. L’isola ecologica, finanziata dalla Regione, non è stata ancora realzzata, la differenziata ha raggiunto percentuali risibili. Villette e piazzette vengono pulite raramente e si sono trasformate in angoli di degrado. Erbacce e rifiuti tengono lontano i cittadini da spazi che dovrebbe essere deputati all’aggregazione.Intanto, mentre l’immondizia si accumula, si denunciano “boicottaggi” e ci si scontra con il Consorzio.

2. Commercio: il settore langue ovunque, non solo a Pagani. La crisi morde e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Desta qualche preoccupazione in più, però, il fatto che anche qualche imprenditore che ha fatto la storia della città si trasferirisca altrove. Tra le mete preferite la vicina Nocera Inferiore. Sfortunatamente, aumenta il numero delle saracinesche chiuse lungo corso principale (ci sarà maggiore scelta per i futuri comitati elettorali, sic!) mentre dilaga il Made in China: ben quattro i megastore in città.

3. Sicurezza: si continua a parlare della necessità di dotare il territorio di un impianto di videosorveglianza, ma al momento le telecamere, che potrebbero essere utili anche per stanare chi sversa i rifiuti fuori orario, non hanno ancora puntato il loro implacabile obiettivo sulle strade della città. Con l’esiguo numero di caschi bianchi a disposizione non si riesce a garantire un controllo serrato del territorio. Anche le strade sono poco sicure. Dopo mesi di attesa,complice anche la burocrazia farraginosa, l’amministrazione è riuscita ad asfaltare solo un breve tratto di via Carlo Tramontano e ad avviare i lavori in via Lamioni. Ma molte arterie continuano a somigliare a sentieri di guerra, sia nel centro che in periferia.

4. Casse comunali: debiti da saldare, spese da fronteggiare e poche risorse per programmare. Impossibile pensare in grande, il tempo dei libri dei sogni è ormai un lontano ricordo. Con le somme a disposizione si riesce a garantire l’ordinaria amministrazione. E’ indispensabile, dunque, accedere a finanziamenti esterni,presentare progetti per ottenere i fondi necesari a realizzare opere e a programmare eventi. Finora, però, su questo fronte non sono mancate le delusioni (mancato accesso ai fondi per i Cortili della Memoria e mancato finanziamento del progetto per la realizzazione di un nuovo plesso scolastico).

5.Scuole: infiltrazioni d’acqua, palestre chiuse, atti vandalici. Anche sul pianeta scuola non splende il sole. L’auspicio è che si stia provvedendo nei mesi estivi alla messa in sicurezza e alla manutenzione dei plessi, che a metà settembre riapriranno i battenti. Da segnalare anche il fenomeno dell’emigrazione scolastico: decine di bambini paganesi frequentano le scuole elementari e le medie nei vicini comuni di Nocera Inferiore ed Angri.

Si resta, inoltre, in attesa degli interventi da attuare all’auditorium, in villa comunale, al parco urbano e al centro sociale e della gestione delle due strutture (cui l’amministrazione pare stia mettendo mano in maniera concreta).

Tra gli obiettivi centrati: la costituzione della Pagani Servizi srl, che ha consentito di salvare oltre venti posti di lavoro; il via libera alla reindustrializzazione dell’area ex Fatme; l’approvazione del progetto per l’ampliamento del cimitero e l’acquisto del terreno per la realizzazione dei nuovi loculi; l’organizzazione dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Galline e di Sant’Alfonso, il cartellone natalizio e quello estivo: eventi che pure hanno suscitato roventi polemiche. Questo l’elenco che siamo riusciti a stilare in base anche a quanto finora comunicato dall’amministrazione, che non sempre – ci permettiamo di segnalare – riesce a trasferire all’esterno le iniziative intraprese e a dare risalto alle attività svolte.

Tirando le somme, la sufficienza non è stata ancora raggiunta e si continua ad aspettare un cambio di passo.

Tiziana Zurro

Foto dal web