Scafati. Si delinea la nuova coalizione del sindaco Aliberti

Con la lista dei Repubblicani, che dovrebbe racchiudere al suo interno esponenti centristi e alcuni delusi del Pd, comincia a prendere forma la nuova coalizione che dovrebbe sostenere Pasquale Aliberti per il suo terzo mandato consecutivo. Una squadra rinnovata al 40% grazie a nuove alleanze anche con esponenti fuoriusciti dai democratici.

Il primo cittadino, che dovrebbe essere sfiduciato dalla sua maggioranza entro dicembre, ha pronte almeno sette o otto liste. Tra queste la corazzata Forza Italia e le storiche civiche Azzurri, Aliberti sindaco, Scafati Cresce, a cui andranno con molta probabilità ad aggiungersi Noi Con Salvini di Mariano Falcone, il Cotucit di Michele Raviotta, i Repubblicani di Raffaele De Luca con dentro il consigliere oggi Pd Filippo Quartucci e una civica di area centrista vicino al deputato ex Pd Guglielmo Vaccaro.

Nonostante ciò, la macchina elettorale alibertiana è continuamente al lavoro, i contatti sono intensi. In particolare sembrerebbe emergere una cordata di due o tre noti imprenditori scafatesi pronta a sponsorizzare un nuovo mandato sindacale di Pasquale Aliberti.

In bilico la posizione di Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello. Il primo, attuale presidente del consiglio comunale, ha alle spalle una cordata di ex alibertiani pronto a sostenerlo per una sua candidatura a sindaco, ma Coppola non pare intenzionato anche perché quella stessa cordata non è andata oltre i 1850 voti raccolti alle Regionali. Certo non un fallimento, ma le aspettative della vigilia erano più rosee. Coppola però potrebbe fare un passo indietro qualora il candidato non sia Aliberti, ma ad esempio Giancarlo Fele, attuale vicesindaco.
Passo indietro che non ci sarebbe però per Cristoforo Salvati, come mormorano i coppoliani.

Altro scenario vede addirittura i due dissidenti convergere con l’Ncd e “sposare” un progetto politico di centrosinistra, chiaramente, tutto dipende dai nomi in campo. Resta ancora un incognita il come Aliberti uscirà di scena, senza portare Palazzo Mayer al commissariamento. L’ipotesi più probabile vede la decadenza votata in consiglio comunale, ma in questo caso, occorre trovare una causa di “incompatibilità sopraggiunta”.

Voci di corridoio vedono “spuntare” fuori una motivazione legata ad un contenzioso amministrativo promosso contro il primo cittadino. L’unica certezza che appare oggi è il ritorno alle urne, e la sfiducia arriverà in aula comunque dopo il rinnovo dei dirigenti entro fine anno.

Adriano Falanga