Angri. Staff e sottogoverno al centro delle polemiche degli esclusi

La polemica sui criteri scelti per le neomine dello staff sembra non placarsi. Decine di giovani ben supportati dal curriculum hanno manifestato mediante social il loro dissenso sui criteri di selezione dello strano meccanismo “ad personam” adottati dal primo cittadino, l’ingegnere Ferraioli, nonostante avesse disposto un bando di interesse pubblico.

Alla fine pare sia nettamente prevalsa la logica cencelliana di mantenere gli equilibri interni alla sua eterogenea maggioranza recependo quelle che erano le segnalazioni delle varie componenti politiche a suo supporto. Certo scorrendo le due liste di “fortunati” salta fuori qualche profilo di alta competenza, ma resta il rammarico per molti giovani professionisti di non avere assolutamente potuto comprovare attitudini e conoscenze riconosciute giuridicamente e professionalmente. Uno staff ridondante che dovrebbe, almeno nei piani di Ferraioli, essere un valido supporto per l’avvio delle attività amministrative, in affanno e ancora in netto ritardo.

Intanto l’attenzione ora si sposta sulla nomina dei tre componenti dell’Organismo Indipendente di Valutazione, il cosiddetto OIV, che si occupa della valutazione interna di dirigenti e funzionari dell’ente rispetto a quelli che sono gli obiettivi fissati dall’amministrazione comunale. Tra i papabili alla presidenza spicca anche la candidatura dell’ex potente manager dell’Asl Salerno, Antonio Squillante, che la scorsa estate produsse istanza di partecipazione.

Per l’ex direttore generale un curriculum ineguagliabile e di alto profilo forse anche “troppo” per Ferraioli. Per la terna dell’organismo il compenso è stabilito in 10mila euro annui per il Presidente e 7mila per ciascuno dei suoi due componenti, di certo per Squillante non è una questione di mera natura economica. Sul nome di Squillante è subito scattata la questione politica fatta soprattutto di veti.

Luciano Verdoliva